Industria

Leonardo attiva l’hub di servizi per aerospazio e automotive

L’azienda, insieme a 18 partner di cui è capofila, accelera sulla digitalizzazione delle filiere e lancia 16 desk regionali a supporto delle imprese

di Raoul de Forcade

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Leonardo accelera sulla digitalizzazione delle filiere, in particolare aerospazio e automotive. Sono stati attivati su tutto il territorio nazionale, infatti, gli access desk di Damas (Digital hub for automotive and aerospace), che consentono alle imprese italiane di quei comparti, indipendentemente dalla loro ubicazione, di avere un punto di riferimento unico per accedere a tutte le risorse e i servizi del progetto. Il quale è coordinato dalla stessa Leonardo ed è nato per supportare la trasformazione digitale e sostenibile d’imprese d’ogni dimensione e delle pubbliche amministrazioni.

Damas, che fa parte degli Edith (European innivation hub, la rete promossa dalla commissione Ue e finanziata, per l’Italia, con fondi Pnrr) è stato ideato due anni fa e ora è entrato davvero nel vivo, col primo incontro di progetto, che si è tenuto ieri, 10 febbraio, nella sede Leonardo di Genova e ha riunito le principali aziende del comparto industriale, per condividere l’offerta alle imprese e la strategia da applicare sul territorio, che ruota intorno agli access desk.

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Access desk e partner

Leonardo è coordinatore unico di Damas, che ha la sua sede principale nel capoluogo ligure e ora conta 16 access desk nelle varie regioni italiane, dalla Lombardia alla Sicilia. Il primo attivato è proprio quello genovese, gestito dal Distretto tecnologico ligure dei sistemi intelligenti integrati (Siit). E sono in tutto 18 (compresi Leonardo e Siit) i partner dell’hub: per lo spazio, le joint venture Thales Alenia space Italy ed e-Geos; per il settore automotive Muner, cioè Motorvehicle university of Emilia Romagna, che conta, tra i partner, Ferrari, Ducati, Lamborghini, Maserati, Pirelli e gli atenei regionali.

Vi è poi Intesa Sanpaolo e alcune pmi nazionali (E4 Computer Engineering, Enginsoft e Do IT systems). E ancora, nel campo del trasferimento tecnologico, Cineca, Cini, Crs4, e Ctna (Cluster tecnologico nazionale per l’aerospazio). Nonché i Digital innovation hub gestiti da Confindustria in Piemonte, Lombardia, Toscana, Lazio e Campania.

«Investire nella digitalizzazione delle imprese della filiera - afferma Simone Ungaro, chief strategy & innovation officer di Leonardo - significa creare un circolo virtuoso di crescita e innovazione. Partner solidi, forti e digitalmente avanzati rappresentano un vantaggio competitivo per le imprese e il Paese. E, dunque, un elemento cruciale per la competitività e l’indipendenza strategica».

Laboratori di sperimentazione per eccelerare il time-to-market

L’hub, spiegano i tecnici di Leonardo, offrirà una formazione personalizzata e le competenze necessarie per l’implementazione di tecnologie avanzate nei processi produttivi. I laboratori di sperimentazione, infatti, consentiranno di testare e prototipare soluzioni tecnologiche innovative in un ambiente reale, riducendo al minimo i rischi e accelerando il time-to-market.

Il supporto alle imprese, poi, si estenderà anche all’accesso ai finanziamenti, per concretizzare i processi di sviluppo. La rete di contatti messa a disposizione da Damas, in effetti, include i principali attori dei due settori, oltre a centri di ricerca specializzati, e punta a favorire nuove opportunità di collaborazione e l’avvio di partnership strategiche.

Il supporto dei supercalcolatori

Peraltro, il polo di aerospazio e automotive potrà avvalersi di una potente infrastruttura di supercalcolo in termini di capacità computazionali e di storage, sfruttando alcuni dei principali supercomputer a livello nazionale: il davinci–1 di Leonardo, basato a Genova, e i supercalcolatori di Cineca, Crs4, E4, Cini ed e-Geos.

Damas, prosegue Ungaro, «si inserisce nella strategia integrata di innovazione propria di Leonardo, contribuendo a realizzare il paradigma, abilitato dall’ipercalcolatore davinci-1, di digital continuum. Ossia integrare e connettere tutti i livelli del processo di sviluppo creando un flusso continuo di informazioni digitali».

Una filiera digitalizzata, conclude il manager, «contribuisce a definire processi più efficienti e trasparenti: la condivisione di dati in tempo reale ottimizza la collaborazione e riduce i tempi di produzione; potenzia la capacità di innovazione, abilitando nuove forme di collaborazione e favorendo lo sviluppo di soluzioni all’avanguardia; consolida resilienza e adattabilità, è più agile e in grado di rispondere rapidamente ai cambiamenti del mercato».

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