Letta nuovo segretario del Pd: «Serve nuovo partito, non nuovo segretario. Si vince in coalizione, rilanciare lo ius soli»
L’ex presidente del Consiglio è tornato al Nazareno a sette anni dalla sua uscita di scena per una assemblea nazionale, che lo ha incoronato ottavo segretario del Partito democratico con un’ampia maggioranza (i voti favorevoli sono stati 860, 2 contrari e 4 gli astenuti). No di Salvini allo ius soli: il tema divide la maggioranza Draghi
di Andrea Carli
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La sua missione è rimettere insieme i cocci di un Partito democratico, dilaniato dalla lotta tra correnti e imploso dopo l’abbraccio con i Cinque Stelle, l’arrivo di Mario Draghi e il passo indietro di Nicola Zingaretti. Enrico Letta è tornato al Nazareno a sette anni dalla sua uscita di scena per una assemblea nazionale, che lo ha incoronato ottavo segretario del Partito democratico con una maggioranza molto ampia (il 99,3% dei voti). I sì sono stati 860, 2 contrari e 4 gli astenuti.
L’ex presidente del Consiglio era l’unico candidato alla segreteria: sono pervenute trecentoquattordici sottoscrizioni con firme autografe di membri dell'assemblea, più 97 mail di sottoscrizione e altri 302 nominativi: in tutto 713 sottoscrizioni. Letta si è presentato da segretario vero, per imprimere una svolta.
Letta è intervenuto in tarda mattinata. Ha rilanciato sullo ius soli e il voto ai 16enni. ha indicato in donne e giovani due priorità. Il primo test, ha sottolineato, saranno le elezioni amministrative, ma l’obiettivo sono le politiche 2023 con la sfida alle destre. «Vorrei che il nostro partito elaborasse idee nuove in economia - ha chiarito -. Dobbiamo ripensare una nuova modalità in cui far condividere al lavoratore, al manager e all'azionista il destino dell'impresa, far sì che i proventi arrivano anche al lavoratore. Il dialogo sociale è venuto meno, sono per rilanciarlo. Riaprirò un colloquio fortissimo con i sindacati, delle imprese, delle piccole e medie imprese e dei corpi intermedi».
Il nuovo segretario ha “messo il cappello” sul governo Draghi, mettendo in evidenza che «è il nostro governo, è la Lega a dover spiegare perché l’appoggia». E, per quanto riguarda il partito, ha lanciato un messaggio: «Dobbiamo costruire un nuovo centrosinistra su iniziativa e leadership del Pd». Un nuovo Ulivo?
Al termine del discorso programmatico, il voto da remoto e in forma telematica.
