Lettera di Sky alla Lega Serie A: «La nostra offerta è valida e va votata»
Missiva dai legali per contrastare la tesi dell’inammissibilità che si sta facendo strada. Dazn: Con noi la spinta alla digitalizzazione del Paese
di Andrea Biondi
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I punti chiave
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Sempre più rovente l'atmosfera in vista dell'assemblea di Lega Serie A di martedì prossimo, 23 marzo 2021, in cui i club saranno chiamati per la settima volta a esprimersi sull'attribuzione dei diritti audiovisivi del prossimo triennio e a scegliere quindi fra l'offerta di Dazn (in partnership con Tim) e quella di Sky. La media company di casa Comcast, infatti, a quanto riferisce l'Ansa, ha inviato una lettera alla Lega di Serie A sottolineando la necessità di considerare la propria offerta come valida e da votare.
Lettera Sky in vista dell’assemblea
La missiva arriva a pochi giorni dalla deadline per le offerte, che scadranno il 29 marzo 2021, e dopo che nel corso dell'ultima assemblea della scorsa settimana il consulente di Lega Serie A, Alberto Toffoletto, ha preso una posizione forte sostenendo che l'offerta presentata da Sky è, a suo parere, da ritenersi inammissibile. Niente conclusioni formali e formalizzate dalla Lega Serie A su questo punto, ma la tesi dell'inammissibilità poggerebbe sul fatto che l'offerta di Sky – 750 milioni di euro all’anno per tutte le partite, ma con 70 milioni in più per il canale della Lega necessario visto che Sky, per decisione dell’Autorità Antitrust, fino a maggio 2022 non può avere partite in esclusiva su Iptv – con il discorso “canale light” avrebbe presentato un'offerta condizionata, secondo il legale della Lega. E quindi da non votare.
La posizione della media company
In questo modo si lascerebbe, evidentemente, campo libero a Dazn e ai suoi 850 milioni di offerta annui (di cui 340 a carico di Tim per accordi interni fra le due società).«L'ad della Lega di Serie A – spiega in una nota la pay tv – ci ha comunicato in questi giorni, tramite una telefonata, la richiesta da parte della Lega che Sky rinunci alle precisazioni presentate nel corso della trattativa privata, dato che la Lega nutrirebbe dei dubbi sulla ammissibilità della nostra offerta ritenendola condizionata».
I dubbi sul tempismo della Lega
Questa comunicazione e il suo tempismo, prosegue la nota di Sky, «sono a dir poco sorprendenti, visto che la posizione viene esplicitata dopo oltre un mese e mezzo dalla definizione delle offerte e a pochi giorni dalla loro scadenza». Inoltre, «l'invito a dettagliare l'offerta con l'indicazione dell'impegno della Lega a distribuire il proprio canale con le partite di Serie A direttamente agli utenti, è stato esplicitamente fatto dall'Ad e dai legali della Lega, nel corso delle trattative private che si sono svolte dinanzi alla Commissione e al notaio».
La coda pungente sulle connessioni veloci
Quindi per Sky la posizione della Lega sarebbe «infondata, in contrasto con la legge Melandri e pregiudicherebbe le dinamiche competitive che la Lega ha il dovere di assicurare». A questo si aggiunge infine una coda velenosa, riguardante il tema della “visibilità” e fruibilità dei match, alla base di tanti dubbi sulla tenuta del modello in streaming che rappresenta il core business di Dazn: «L'aggiudicazione dell'offerta di Sky – conclude la nota della media company – porterebbe a un risultato più competitivo, perché le dirette televisive delle partite dell'intero campionato sarebbero offerte sia dalla Lega sia da Sky, con evidente beneficio per la Serie A, i club e gli spettatori, tenuto conto che sarebbero visibili su tutte le piattaforme. Tanto più se si considerano anche le difficoltà del 60% delle famiglie italiane ad accedere alla rete con connessioni veloci, come ricordato dal Ministro dell'innovazione tecnologica e della transizione digitale».



