Lewis Hamilton in Ferrari: l’impatto sportivo ed economico sulla scuderia di Maranello
L’arrivo di Lewis Hamilton in Ferrari ha generato grandi aspettative, ma la deludente prestazione iniziale a Melbourne solleva dubbi sul suo impatto. Tuttavia, l’operazione mira a rafforzare il brand Ferrari attraverso il marketing e il seguito globale del pilota
7' min read
7' min read
La Formula 1 vola in Cina per il primo Sprint weekend della stagione. Se la gara di Melbourne ha rivelato il talento di Antonelli, suo sostituto in Mercedes, per Lewis Hamilton la stagione in rosso è cominciata male. Bisogna però dare tempo a Sir Lewis e alla F25, perché la stagione è molto lunga e l’impatto del fuoriclasse britannico va valutato a 360 gradi per l’azienda Ferrari.
La nuova realtà rossa di Lewis Hamilton
La gara di Melbourne è stata forse la gara attesa più a lungo della storia della Formula 1. È passato infatti più di un anno da quel primo di febbraio 2024 in cui una notizia scosse il mondo sportivo: venne ufficializzato l’arrivo di Lewis Hamilton in Ferrari. Per Sir Lewis si realizza il sogno di molti piloti, perché in fondo, parafrasando una sua intervista Sky del 2021, “la Ferrari è sempre la Ferrari”. La stessa frase sarà però passata per la mente ai tifosi che hanno visto il primo Gran Premio della stagione: “la Ferrari è sempre la Ferrari”.
La Ferrari in Australia ha infatti deluso, come spesso accaduto nel recente passato: le grandi aspettative invernali si sono trasformate in una qualifica da quarta fila e una gara da cinque punti, nonostante le opportunità del marzo pazzerello australiano. Il tutto condito da scelte strategiche poco strategiche e le prestazioni dei piloti non convincenti, riassumibili da questa frase di Hamilton: “È stata una delle giornate più dure, essere in quelle condizioni per la prima volta sotto la pioggia, su questa macchina e con questa power unit, con tutte le funzioni dello sterzo da gestire e le comunicazioni nuove con gli ingegneri, è stata una sfida enorme”.
Quando si guarda alla sfida di Lewis Hamilton in Ferrari bisogna però aprire gli occhi sull’impatto economico che il pilota ha avuto fin da subito per l’azienda Ferrari e dargli tempo per l’impatto sportivo. Considerando il lungo legame che Hamilton ha avuto per dodici stagioni con la Mercedes, il pilota ora si trova in una fase di adattamento sia in termini relazionali con il team Ferrari che con la SF-25. Hamilton a Melbourne prima della gara ha mantenuto un aplomb da vincente: “La pressione non mi preoccupa perché quella che ho messo su me stesso è sempre stata dieci volte più alta di qualsiasi altra. La squadra non mi ha fatto pesare nulla. Ho delle aspettative, so cosa posso portare. Si tratta solo di abbassare la testa e lavorare sodo”.
Meglio Hamilton, Newey o un po’ di pazienza?
L’altra notizia clamorosa del 2024 era stata l’addio di Adrian Newey dalla scuderia Red Bull. Il genio del Warwickshire dopo 19 stagioni e 8 titoli mondiali piloti era finalmente sul mercato, e molti lo consideravano pronto ad accasarsi a Maranello. Forse non si saprà mai fino in fondo se fu per distanza economica, disaccordo sui poteri manageriali o l’amore verso il clima inglese, ma Newey ha preferito andare in Aston Martin e restare a 40 miglia dalla sua casa natale. E con 30 milioni di sterline annue in tasca. Che poi è un compenso non distante da quello che percepisce Lewis Hamilton.



