Lineapelle, visitatori in crescita. Le aziende investono e scommettono sulla ripresa
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Se pelletteria, calzature e automotive soffrono, senza prevedere una ripresa a breve termine, è scontato che chi produce le pelli per questi settori patisca una contrazione degli ordini che, col passare dei mesi, sta diventando preoccupante. Eppure i conciatori italiani, che hanno appena esposto le collezioni per la primavera-estate 2026 alla fiera milanese Lineapelle (chiusa ieri con 24.977 operatori professionali di cui 18.833 buyer, in crescita del 7% sull’edizione di settembre 2024), non si rassegnano al contesto grigio e, anzi, oltre a investire in creatività e ricerca sono pronti a potenziare stabilimenti e impianti in vista della ripresa.
Investimenti in crescita e i dubbi sulle norme
«L’anno è partito bene – spiega Fabrizio Nuti del Gruppo Nuti Ivo di Santa Croce sull’Arno (Pisa), uno dei leader del settore con sette concerie, la cui maggioranza è dal 2023 nelle mani del colosso francese Lvmh – ma già a partire da febbraio il mercato appare più stanco. Noi abbiamo fatto un budget 2025 con una flessione del 2-3% rispetto all’anno scorso, chiuso con un fatturato stabile a 130 milioni di euro, ma intanto continuiamo a investire». Il Gruppo Nuti si prepara a ristrutturare completamente la conceria Everest, operazione da dieci milioni che comporterà due anni di lavori. «Il problema aperto per il settore – aggiunge Nuti che è presidente di Unic, l’associazione dei conciatori – è legato al regolamento europeo anti-deforestazione, che impone a chi commercializza pelli bovine nella Ue di verificarne la provenienza da aree non deforestate, cosa impossibile quando compri da Paesi come quelli dell’area balcanica, o da Zambia, Zimbabwe e altri. La norma va cambiata». Investe anche Piero Rosati della Conceria Incas di Castelfranco di Sotto (Pisa), 46 milioni di fatturato 2023 con ebitda del 7%: «Prevedo una rinascita della calzatura nel segmento medio-alto – spiega Rosati – soprattutto se finirà la guerra in Ucraina e la Russia tornerà a essere il mercato importante che era. Noi entro l’anno completeremo un magazzino refrigerato di 1.500 metri quadrati per conservare le pelli salate grezze, per un investimento di 1,5 milioni».
Potenziamenti produttivi e nuovi showroom
Si attrezza e potenzia la capacità produttiva Altofare Group, il polo di accessori e finiture per pelletteria e calzature di lusso costruito dal fondo White Bridge e guidato da Davide Aicardi, che negli ultimi due anni ha messo a segno undici acquisizioni tra Toscana, Emilia, Marche, Veneto e Lombardia nei comparti delle fibbie e catene, resina-plastica, tacchi e ricami speciali. «Stiamo investendo 13 milioni per realizzare a Prato un hub degli accessori metallici, nel quale trasferiremo quattro aziende – spiega Aicardi – anche se la fase non brillante del settore pelle ci ha spinto a spostare al 2026 la conclusione del progetto. Nel frattempo la nostra azienda Lampa, attiva negli accessori e bigiotteria in plastica e resina, ha ottenuto la certificazione B Corp». Altofare ha fatturato 170 milioni nel 2023 e ora punta a completare l’integrazione tra le varie realtà e a migliorare l’organizzazione industriale. Ha investito sugli showroom – a Parigi, Milano e Santa Croce sull’Arno – la conceria Sanlorenzo della famiglia Francioni, sede nel distretto conciario toscano, specializzata nelle pelli di agnello (lo shearling): «Il 2025 è partito bene – spiega Alessandro Francioni - la nostra forza è data dalle pelli in stock che permettono consegne tempestive: in 72 ore siamo in grado di assicurare 24 colori». E mentre i fondi d’investimento continuano ad acquisire concerie – ultimo caso è il fondo francese Pai che si è assicurato la Antiba di San Miniato (Pisa) dei fratelli Paolo e Graziano Balducci – c’è chi investe nel business di famiglia: «Stiamo ampliando lo stabilimento produttivo di 7mila mq – afferma Roberto Lupi della conceria Bcn di Santa Croce sull’Arno, 35,6 milioni di ricavi 2023 con 2,7 milioni di utile netto – e entro l’anno concluderemo i lavori per farci trovare pronti alla ripartenza».

