Linkem: «Per lo sviluppo del 5G incentivare la domanda»
L'ad Davide Rota sottolinea il ruolo fondamentale delle istituzioni e la necessità di evitare le duplicazioni delle reti
di Simona Rossitto
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(Il Sole 24 Ore Radiocor Plus) - «Evitare sprechi, come la duplicazione delle infrastrutture già realizzate» e «sfruttare al meglio le tecnologie disponibili». È quanto suggerisce, in tema di 5G, Davide Rota, ad di Linkem, società che per prima in Italia la lanciato il 5G stand alone, tecnologia completamente autonoma rispetto all'architettura 4G e ancora quasi del tutto assente nel nostro Paese. Il ruolo delle istituzioni, dichiara il manager a DigitEconomy.24 (report del Sole 24 Ore Radiocor e della Luiss Business School) è fondamentale e occorre, soprattutto per lo sviluppo dei settori verticali, «pensare a incentivi alla domanda per servizi 5G».
Dopo aver lanciato per primi in Italia il 5G stand alone, come proseguirete su questo fronte?
La rete 5G è costruita su risorse e competenze scarse. Si tratta di un potente abilitatore di servizi ed è per questo che da 3 anni Linkem ha integrato nella catena di valore altre attività investendo direttamente nell'ecosistema 5G, oltre che nello sviluppo delle reti ultraveloci. Il nostro piano è quello di costruire una rete utilizzabile da chiunque abbia bisogno di accesso, sia operatori di telecomunicazioni, che soggetti interessati ad utilizzare il 5G per creare servizi innovativi. Pensiamo e investiamo nello sviluppo dei servizi verticali che si possono sviluppare nel mondo del 5G
Al momento l'Italia è coperta con il 5G per circa il 15%, il ritardo è notevole rispetto ai Paesi tipo Corea del Sud e Taiwan. Che ruolo possono avere le istituzioni per stimolare investimenti e coperture?


