Cisgiordania, economia verso il default: così Israele blocca le finanze dell’Anp
di Roberto Bongiorni
di Marco Morino
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Grandi ponti con il marchio made in Italy. L’ingegneria italiana delle costruzioni conquista commesse e visibilità all’estero. In queste ore, sotto i riflettori ci sono Webuild (ex Salini Impregilo) e Cimolai per due progetti che riguardano, rispettivamente, Romania e Francia. Webuild è impegnata a consegnare, entro fine anno, in anticipo rispetto al programma dei lavori, il ponte stradale di Braila in Romania, sopra il Danubio, a condizione che sussista un accordo con il committente (ministero dei Trasporti rumeno) sulle varianti progettuali.
Prevista anche a breve la consegna di 9 chilometri di strade funzionali al ponte. Il valore della commessa è di 600 milioni di euro: la quota di Webuild nel progetto è del 60%. Il ponte di Braila è tra i più lunghi viadotti che, in questo momento, stanno sorgendo in Europa: è lungo 1.975 metri con quattro corsie di marcia.
Cimolai, impresa friulana, si è invece aggiudicata i lavori per la progettazione esecutiva e la costruzione dell’impalcato metallico del nuovo ponte Anne de Bretagne sul fiume Loira, nel centro della città di Nantes. Cimolai costruirà l’intera struttura nello stabilimento di San Giorgio di Nogaro (Udine), per poi trasportarla a Nantes e posarla direttamente in opera. Il valore della commessa è di 14 milioni di euro.
Il nuovo ponte in Romania, che Webuild sta costruendo in collaborazione con il socio giapponese Ihi-Infrastructure Systems, collegherà le due sponde del Danubio nell'area di Galati-Braila, riducendo i tempi di attraversamento del fiume per circa 7mila veicoli al giorno,
Una lavorazione complessa, oltre che scenografica: dalla riva, mediante una speciale trave di varo, i singoli segmenti sono stati fatti scorrere su apposite chiatte che, dopo aver navigato per circa 7 chilometri lungo il Danubio, dalla vicina fabbrica di produzione a Braila fino al ponte, uno alla volta sono stati issati su in quota e agganciati ai suoi tiranti.