Cassazione: lo Stato non paga la onlus se i report sui servizi ai migranti sono irregolari
La Cassazione respinge l’appello della onlus che chiedeva il pagamento di due milioni di euro per l’accoglienza dei migranti. La prefettura contesta irregolarità nei report dei servizi prestati
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I punti chiave
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La Prefettura non paga quanto previsto dalla convenzione stipulata con la onlus per l'accoglienza dei migranti, se questa non documenta con esattezza le spese sostenute e i servizi prestati, in favore di ospiti tenuti, secondo l'accusa del ministero, in condizioni disumane.
La Cassazione ha dichiarato inammissibile l'appello dell'associazione contro la decisione della Corte d'appello, che aveva dato partita vinta alla prefettura locale a cui la onlus chiedeva poco meno di due milioni di euro, in virtù di un convenzione stipulata dopo una gara pubblica.
Un credito relativo al periodo maggio 2017-novembre 2018, che il ministero dell'Interno e la prefettura avevano disconosciuto perché la onlus era stata gravemente inadempiente «a tutto danno degli immigrati stranieri, ospitati in condizioni disumane, condizioni igieniche precarie, mancanza di alimentazione e alloggio adeguato, a danno altresì delle risorse statali stanziate per tale servizio e pagate dai cittadini».
Per via del Viminale e per il prefetto, il mancato pagamento era comunque dovuto alle irregolarità sui report relativi ai servizi resi e alle spese. Un aspetto sul quale si era concentrato il giudice di primo grado, che aveva emesso un verdetto favorevole all'associazione. Secondo i giudici di prima istanza, infatti, non andavano considerate le modalità con le quali la onlus aveva svolto il servizio di assistenza.
La responsabilità per le carenze
Eventuali responsabilità erano, infatti, oggetto di una indagine penale, allora non ancora conclusa. Supposte carenze che, per l'associazione, erano semmai da addebitare ai mancati pagamenti.

