L’Iran rischia di diventare l’Alcatraz di Trump
di Giuliano Noci
di Andrea Carli
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Una corsa a ostacoli, con il risultato che l’Italia è in forte ritardo nella realizzazione di nuovi impianti da rinnovabili. Sono infatti 1364 quelli in lista d’attesa e ancora in fase di valutazione, il 76% distribuito tra Puglia, Basilicata, Sicilia e Sardegna. Nel 2022 solo l’1% degli impianti fotovoltaici ha ricevuto l’autorizzazione. Va peggio per l'eolico on-shore fermo allo 0%. A pesare la lentezza degli iter autorizzativi e le lungaggini burocratiche di Regioni e Soprintendenze ai beni culturali, i due principali colli di bottiglia dei processi autorizzativi. Remano contro anche i no delle amministrazioni comunali e le opposizioni locali Nimby (Not In My Backyard) e Nimto (Not In My Terms of Office).
È una bocciatura netta quella messa nero su bianco da Legambiente, nel report nazionale “Scacco matto alle rinnovabili 2023”. L’associazione ambientalista lo ha presentato oggi, giovedì 23 marzo, a Rimini, alla fiera sull’energia K.EY.
Sulla strada delle rinnovabili il Paese si muove dunque con il piede sul freno. Pesano in prima battuta norme obsolete e frammentate, ma non aiutano nemmeno la lentezza degli iter autorizzativi: gli ostacoli e le lungaggini burocratiche di Regioni e Soprintendenze ai beni culturali sono i due principali colli di bottiglia dei processi autorizzativi. Il risultato finale è che nella nostra Penisola l'effettiva realizzazione di nuovi impianti da fonti pulite resta timida e insoddisfacente, quasi un miraggio nel 2022.
Ad oggi nella Penisola sono 1364 gli impianti in lista d'attesa, ossia in fase di VIA, di verifica di Assoggettabilità a VIA, di valutazione preliminare e di Provvedimento Unico in Materia Ambientale a livello statale. Il 76% distribuito tra Puglia, Basilicata, Sicilia e Sardegna. A fronte di questo elevato numero di progetti in valutazione e - sottolinea Legambiente - nonostante le semplificazioni avviate dal governo Draghi e l'istituzione e il potenziamento appena stabilito delle due Commissioni VIA-VAS che hanno il compito di rilasciare un parere sui grandi impianti strategici per il futuro energetico del Paese - sono pochissime le autorizzazioni rilasciate dalle Regioni negli ultimi 4 anni.
Infatti, grazie all’Osservatorio R.E.gions 2030 di Elemens, si scopre che nel 2022 solo l'1% dei progetti di impianti fotovoltaici ha ricevuto, infatti, l'autorizzazione. Si tratta, ricorda l’associazione ambientalista, del dato più basso degli ultimi 4 anni se si pensa che nel 2019 a ricevere l'autorizzazione sono state il 41% delle istanze, per poi scendere progressivamente al 19% nel 2020, al 9% nel 2021.