Logistica in corsa, in dieci anni gli spazi sono cresciuti del 50%
Un terzo dei 43 milioni di metri quadri nazionali gravita nella regione e nelle aree
di Piacenza e Novara collegate al polo di Milano. Quasi mille i magazzini, oltre un terzo nel capoluogo
di Luca Orlando
3' min read
Amazon, ma non solo. Se il colosso delle vendite online rappresenta un attore determinante negli spazi della logistica lombarda, ciò che è accaduto in questi anni è anche legato ad un fenomeno più ampio e pervasivo, con la distribuzione capillare delle merci ad influenzare pesantemente le scelte di investimento.
In soli dieci anni - evidenzia l’ultima ricerca della Liuc Business School di Castellanza sul tema (Mappatura dei nodi logistici in Lombardia), nella regione i metri quadri dedicati al settore sono saliti a quasi 16 milioni, con un incremento nell’ordine del 50% e quasi mille magazzini.
Area vasta quella analizzata, oltre un terzo della dotazione totale nazionale, spazio che in termini logistici si allarga alle province “limitrofe” di Piacenza e Novara, snodi formalmente inseriti in altre regioni che in realtà gravitano comunque nell’orbita del capoluogo lombardo, centro nevralgico degli scambi. Dove si concentrano infatti oltre 350 magazzini, per 4,6 milioni di superficie coperta: si tratta del 37% della regione “allargata” in termini numerici, del 29% guardando alla superficie coperta. Scelte di localizzazione che tengono conto di due aspetti: da un lato la prossimità rispetto al mercato, dall’altro l’accessibilità. In generale si assiste al fenomeno della distribuzione selettiva, con i magazzini più grandi (ordine di grandezza di decine di migliaia di metri quadri) che si posizionano a 20-30 chilometri dalle principale aree urbane. Determinante è però l’accessibilità, in particolare rispetto alla rete autostradale: se in regione si contano ben 170 svincoli , è lì che le aziende guardano per posizionare i magazzini. Il 75% di questi, non a caso, dista meno di cinque chilometri dal casello/svincolo più vicino . Con alcune situazioni di forte concentrazione, come capita a Vignate e Pioltello (periferia di Milano), dove si trovano rispettivamente 59 e 63 magazzini entro cinque chilometri dagli svincoli. Nel tempo, accanto alla crescita globale degli spazi, si è assistito anche ad un drastico aumento delle dimensioni medie. Se prima del 2001 si trovavano strutture che nella media valevano 13mila metri quadri, ora i nuovi impianti realizzati tra 2023 e 2024 sono di stazza quasi tripla, con una media di 33mila metri quadri.
Gli incrementi più significativi nei numeri delle strutture sono lungo i principali assi di scorrimento del traffico: dunque a sud est di Milano, lungo la A1; a sud di Pavia lungo l’asse della A21 Torino-Piacenza; lungo la A35 Bre-Be-Mi. Il che evidenzia le difficoltà nello sviluppo di trasporti intermodali. Anche se negli ultimi 15 anni sono stati fatti importanti investimenti (Gallarate, Mortara) , si osserva una scarsa sovrapposizione dei magazzini rispetto a questi snodi.
In particolare, segnala la ricerca, l’assenza di un interporto a sud di Milano ha portato al proliferare di magazzini lungo gli assi autostradali A1 e A7. «La dispersione esistente - spiega il direttore dell’Osservatorio Immobiliare-Logistico della Liuc Business School, Fabrizio Dallari - si spiega anche così, con la mancanza in Lombardia di un interporto di riferimento che possa fare da magnete per gli investimenti. Novara e Piacenza hanno fatto questa scelta, la Lombardia no, ci sono più terminal ma scollegati dalla mappa dei magazzini. Il suggerimento alla Regione dunque è quello di prevedere questo investimento strategico. Oppure, in alternativa, identificare con chiarezza alcune aree specifiche a vocazione logistica, in modo da evitare il proliferare delle localizzazioni che seguono altri criteri, come la disponibilità di finanziamenti per la bonifica di aree dismesse oppure la trasformazione di terreni agricoli in zone edificabili».



