La leadership mondiale fra Usa e Cina? Si gioca sulla Luna
di Patrizia Caraveo
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Letizia Moratti si è dimessa da vice presidente e assessore al welfare della Regione Lombardia. «Di fronte al venir meno del rapporto di fiducia con il Presidente Attilio Fontana, annuncio la decisione di rimettere le deleghe di vicepresidente e di assessore al Welfare di Regione Lombardia», ha annunciato in una nota. «Per rispetto dei cittadini - si legge ancora - con senso di responsabilità ed in considerazione del delicato momento socio-economico del Paese, ho atteso l’esito delle elezioni politiche e la formazione del nuovo Governo per rendere nota la mia posizione».
Il nuovo assessore al Welfare in Lombardia sarà Guido Bertolaso. Lo ha nominato Fontana dopo le dimissioni di Moratti. «Procediamo immediatamente alla nomina di un assessore al welfare che si occupi, senza distrazioni politiche, esclusivamente dei bisogni dei cittadini a partire dagli interventi sulle liste di attesa - ha spiegato Fontana - Per questo, dopo aver informato i leader del centrodestra, ho deciso di affidare la delega del Welfare al dott. Guido Bertolaso, protagonista della campagna vaccinale in Lombardia e profondo conoscitore della macchina operativa della sanità lombarda».
«Ringrazio il presidente Attilio Fontana per avermi proposto come nuovo assessore al Welfare della Regione Lombardia. Un incarico di prestigio che accetto nell’esclusivo interesse dei cittadini lombardi, ai quali va il mio ringraziamento per l’affetto e la stima che mi hanno dimostrato in tutti questi anni», ha commentato Bertolaso. «Cercherò ovviamente di onorare con il massimo impegno questo incarico fino alla formazione della nuova Giunta che nascerà dopo le elezioni, cercando di valorizzare al massimo l’autonomia in materia di sanità e welfare che viene concessa alle Regioni. Ora - ha concluso - è il tempo di mettersi subito all’opera per continuare il lavoro cominciato dal mio predecessore, Letizia Moratti, su Pnrr, sanità territoriale e vaccinazioni, così da garantire l’efficacia della campagna contro il Covid-19 e preparare la Lombardia a tutti gli scenari possibili. Lo dobbiamo non solo alla memoria delle migliaia di vittime del Covid-19, ma anche a tutto il personale sanitario che, in questi ultimi 2 anni, si è speso con abnegazione a tutela della salute collettiva».
Moratti ha chiarito che le dimissioni costituiscono «un forte segnale rispetto alle lentezze e alle difficoltà nell’azione di questa Amministrazione, che a mio avviso non risponde più all’interesse dei cittadini lombardi».
Una scelta «di chiarezza di cui mi faccio pienamente carico - si legge ancora nella nota dell’ex sindaco di Milano -, anche in considerazione dei provvedimenti contraddittori assunti in materia di lotta alla pandemia».