Governance dello sport

Luca Pancalli: «Nel mio Coni più spazio alle federazioni e alle associazioni»

L’attuale presidente del Cip si candida alla guida del Coni: «Non sono il candidato di nessuno e bisogna tenere sempre aperta la porta del dialogo»

Luca Pancalli, presidente del Cip

4' min read

4' min read

Luca Pancalli si appoggia allo schienale della poltrona del suo ufficio al Cip, il Comitato paralimpico, in cerca di un angolo di pace. La voce va e viene, non la visione e l’agonismo che lo hanno portato a candidarsi alla presidenza del Coni: «Dovrei curarmi e fare esercizi per le corde vocali, ma quando?». Da oggi al 26 giugno, quando verrà eletto il nuovo presidente del Coni, trovare spazi sarà una nuova disciplina olimpica.

Perché si candida?

Loading...

Perché la mia vita professionale è dedicata totalmente al mondo dello sport. Nel 1981, 17enne, vestivo l’azzurro con i cerchi olimpici e caddi da cavallo; poi, il padreterno mi ha dato i tre agitos (simbolo del paralimpismo, ndr). La mia è una candidatura di servizio, non cerco una poltrona e non ho paracaduti. Un comportamento diverso da questo sarebbe incoerente per un uomo delle istituzioni quale mi definisco.

Lei è la prima persona con disabilità che si candida alla guida del Coni. Cosa significa?

È evidente che la mia candidatura avrebbe portato questa riflessione, anche se umanamente ne prendo le distanze perché ritengo di essere persona prima che disabile. Però è evidente che questa candidatura rappresenta tanto per il mondo della disabilità ed è la dimostrazione che qualsiasi persona disabile può avere “le physique du rôle” per rivestire un ruolo se messo nelle condizioni di mostrare le proprie competenze. Nel mio percorso dirigenziale però, non c’è solo paralimpismo (presiede il Cip dal 2005, ndr). Grazie alla fiducia del presidente Gianni Petrucci, ho rivestito per due quadrienni il ruolo di vicepresidente del Coni, sono stato inoltre commissario della Federcalcio nel 2006-2007, commissario della Federdanza e direttore dell’istituto di Scienze e medicina dello sport del Coni.

Quale eredità lascia al Cip?

Lascio la dignità, faticosamente costruita. Chi verrà dopo di me dovrà consolidare ciò che si è conquistato fra ostacoli e momenti di mortificazione. Sono conquiste su un piano inclinato. Se non si continua a spingere, probabilmente c’è il rischio di tornare indietro.

In questo momento in cui il Coni non ha più la gestione dei denari, qual è il ruolo del presidente del Coni?

Diffido della narrazione dell’uomo solo al comando: il presidente del Coni rappresenta un’istituzione sportiva importante, ma lo fa con una giunta nazionale, espressione di un consiglio nazionale. È necessario interpretare l’autonomia dello sport nella consapevolezza che si è parte di un ordinamento sportivo, profondamente modificato a fine 2018. Il presidente è in un rettangolo di gioco dove i protagonisti sono diversi: il Coni, le federazioni, Sport e Salute, enti locali, che devono trovare un modello armonico di gestione.

Quali sarebbero le prime azioni, una volta eletto?

I progetti vanno disegnati e condivisi con il corpo elettorale e con coloro che fanno parte del Coni: innanzitutto consolidare i risultati sportivi, ossia mettere le federazioni nelle migliori condizioni per esprimersi. Poi, interpretare nel senso più largo del termine la responsabilità del Coni: ferme restando competenze e specificità, armonizzarle con gli altri giocatori in campo perché non bastano i risultati.

Come giudica il lavoro di Malagò?

È stato un ottimo presidente, con una grande passione dimostrata nell’attaccamento al lavoro e nel rapporto con gli atleti. I risultati poi sono sotto gli occhi di tutti, ottenuti grazie anche al fondamentale ruolo delle federazioni.

Vi sono ingerenze della politica nello sport?

È bene che la politica si occupi dello sport perché lo sport è un pezzo delle politiche pubbliche del Paese. C’è uno sport sul quale bisogna investire, come sta facendo egregiamente Sport e Salute. Lo sport per tutti, quello che interagisce con le comunità, che è strumento di legalità, che rigenera aree dalle profonde marginalità sociali, come a Caivano. Non ho mai visto la politica come ostativa nel momento in cui si impegna in questa direzione. Dopodiché, ci sono aspetti, ancora aperti.

Quali, ad esempio?

La cellula vitale dalla quale nasce tutto sono le associazioni sportive di base che oggi attraversano momenti di difficoltà per l’applicazione di norme di cui si sentiva il bisogno perché vanno a disciplinare il macro-tema del lavoro sportivo ma che impongono di individuare modalità che alleggeriscano il carico di adempimenti e oneri in capo alle società stesse. Va anche trovata una dimensione armonica tra la giustizia sportiva e quella ordinaria, che a volte vanno in cortocircuito.

A chi la accusa di essere il candidato della politica, cosa risponde?

Credo sia un’affermazione speculativa. Conosco bene il ministro Abodi, è una persona di cui apprezzo la dimensione valoriale sia dal punto di vista umano che istituzionale. Mi è capitato di essere in disaccordo con lui ma credo che la politica mi riconosca la capacità di costruire ponti. Non sono il candidato di nessuno e chi mi conosce sa che Luca Pancalli ha la sua testa: alcune volte può coincidere con la politica, molto spesso non è coincisa con la politica. L’importante è tenere sempre aperta la porta del dialogo.

Mondo olimpico e paralimpico verso la fusione?

Parigi è stata straordinaria con due manifestazioni sovrapponibili. Milano-Cortina sta lavorando in questa direzione. I tempi sono cambiati. La fusione non è più un sogno, è un obiettivo ma i tempi devono maturare ancora un po’.

A 60 anni, che sogno le resta del ragazzo che inseguiva i cinque cerchi con il pentathlon?

Con lo sport sono caduto e, grazie allo sport, mi sono rialzato. Spesso si critica l’aspetto agonistico esasperato ma senza quello, non sarei riuscito a ottenere - non per me, ma per la mia famiglia paralimpica - tutto quello che abbiamo ottenuto.

Sempre per contribuire alla crescita della società per un Paese migliore.

Copyright reserved ©
Loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti

Tutto mercato WEB