Luciennebag, i tessuti d’arredo si trasformano in pochette e clic clap bag
Un hobby che si trasforma in una attività per tutta la famiglia, dalla mamma che ricerca i tessuti, alle figlie che si occupano di fotografie e marketing fino al nonno che gestisce la parte grafica
di Paola Dezza
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Un brand creativo per il tempo libero, adatto a occupare gli spazi lasciati liberi da un lavoro impegnativo nel mondo della giurisprudenza. È così che nasce Luciennebag, dal bisogno di ritagliarsi spazi di creatività per fare volare la mente lontano dagli impegni quotidiani e per coinvolgere le proprie figlie in una passione comune. Così la creatrice del brand, che preferisce restare anonima, racconta la propria avventura. «Perché abbiamo iniziato? Confesso che non lo ricordo - dice -, durante il lockdown è nata l’idea, scaturita dal pensiero che la crisi, quando incombe, è solo un’opportunità».
Così un acquisto ingiustificato di stoffe di occasione, in un sabato pomeriggio che doveva essere dedicato ad altro, si è trasformato in Luciennebag.
Una mamma libera professionista, tre figlie adolescenti, una zia occupata part-time ed un nonno ottantenne, appassionato di computer ed in grado di concorrere con il migliore dei grafici.
La creatività prende forma con alcuni modelli di borse che si rifanno a una moda retrò. Si tratta delle borse clic clac, modelli di altri tempi, dei tempi delle nostre nonne.
Borse che vengono realizzare da un artigiano esterno, in Italia. Da subito, grazie alle pagine Instagram le borse conquistano la clientela, e gli ordini arrivano dall’Italia, ma anche da Parigi e dalla Danimarca.





