Lusso e territorio, Borgo Egnazia riceve i grandi della terra
La struttura della famiglia Melpignano ospiterà a metà giugno il G7. Nel 2024 l’azienda prevede per la sua attività una crescita del 20 per cento
di Vincenzo Rutigliano
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Un crescendo. Prima matrimoni faraonici e feste da favola, poi tra gli ospiti molti numeri uno dello star system mondiale della musica e a giugno prossimo il G7, il summit dei capi di Stato e di Governo, dal 13 al 15. Tutto a Borgo Egnazia, tra le campagne di Savelletri di Fasano, nel brindisino, una sorta di tempio dell’ospitalità, un case study mondiale dell’accoglienza alberghiera di lusso, che per tre giorni sarà anche la vetrina del meglio del sistema Italia. L’evento non mette particolare pressione ad Aldo Melpignano che, nel 2010, ha fondato Borgo Egnazia, insieme alla madre Marisa che anni prima, nel 1996, aveva deciso di trasformare la casa di famiglia, Masseria San Domenico, in un hotel di lusso, modificando molto del turismo tradizionale pugliese. «Il G7 non è nulla di straordinario trattandosi di pochi giorni - dice Aldo Melpignano, fondatore e ad di Egnathia Iniziative Turistiche, la spa di controllo della struttura. Saremo in alta stagione e se necessario possiamo immaginarci anche un intervento straordinario di altre risorse umane, ma per il resto noi facciamo il nostro lavoro con serenità come abbiamo sempre fatto. Certo ci sono aspetti del cerimoniale che non sono la nostra quotidianità, ma dal punto di vista del nostro lavoro accogliere qui capi di Stato e di Governo del G7 non ci preoccupa».
Tanto aplomb non è casuale e spiega il successo sia di Masseria San Domenico, controllata da Marisa Melpignano con la Iniziative San Domenico Srl, sia di Borgo Egnazia. La consuetudine ad ospitare clientela internazionale esigentissima delle due strutture è tutta nei numeri evidenziati dalla classifica Stelle del Sud di Statista e Il Sole 24 Ore: nel 2022 il fatturato di Borgo Egnazia (526 ospiti massimo) è stato di 62,95 milioni di euro, con una previsione di crescita nel 2024 del 20%, mentre quello di San Domenico (86 ospiti) è stato pari a 6,2 milioni pure dato in aumento del 20% quest’anno.
La clientela è per due terzi estera e proviene per il 40% da Usa e Uk seguita da Europa, e in misura minore, da Asia, Sud America e Australia. Alla radice dell’appeal internazionale delle due strutture c’è la scelta di valorizzare territori e tradizioni come un patrimonio unico, proponendo esperienze esclusive dentro e fuori la Masseria ed il Borgo. Questa scelta è diventata a marzo scorso un modello gestionale di strutture alberghiere che Aldo Melpignano ha sviluppato fondando la Egnazia Ospitalità Italiana (EOI), di cui è managing director. Si tratta cioè di una management company, separata dalle società degli alberghi, cui fornisce consulenza e servizi e che vale anche per i terzi (la EOI gestisce altre sei strutture che non sono della famiglia), sull’esempio dei grandi gruppi alberghieri. «Esportiamo il nostro modello di ospitalità, mantenendo - sottolinea Melpignano - la centralità del fattore umano, attraverso competenze ed una gestione alberghiera altamente innovativa e al contempo radicata nella tradizione italiana dell’ospitalità».
L’altro fattore di successo si chiama professionalità del personale: tra i quasi 900 addetti delle due strutture il tasso di retention è stato negli anni 2022-2023 dell’80%, risultato confermato dalla certificazione Great Place To Work, perché riconosciute strutture con lavoro di qualità, attenzione alle persone e con cultura organizzativa positiva. Come dimostrano le campagne di reclutamento. L’ultima si è conclusa a metà febbraio con 1.300 candidature pervenute, per il 12% di italiani ora all’estero. Dopo la selezione, 400 candidati sono stati ritenuti adeguati per circa 200 posti disponibili in tutte le strutture, dove quasi il 50% degli assunti è under 30, come i 148 del 2022 rispetto al totale di 399. Ad agosto scorso, nel picco della stagione, i dipendenti, compresi gli stagionali, sono stati a Borgo Egnazia 765. Mentre sfiora poi il 100% l’origine pugliese del personale, il 90% a Borgo Egnatia ed il 100% a Masseria San Domenico. Questo dato è la cartina di tornasole della ricaduta che le attività della famiglia Melpignano hanno avuto e hanno sul territorio. «Quando siamo arrivati -conclude Aldo Melpignano - questo territorio aveva una vocazione puramente agricola. Ora, anche grazie a noi, è diventato un territorio a vocazione puramente turistica». Nella sola Savelletri, la parte più vicina, sono sorti molti ristoranti, agriturismi, masserie.
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