Luxottica e quegli occhiali che attirano in Italia 5mila cervelli da tutta Europa
Il piano internazionale della società per assumere 15 future sighters dai più prestigiosi atenei
di Cristina Casadei
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Oakley è, tra i marchi di Luxottica, quello dedicato allo sport, dove l’innovazione tecnologica su montature e lenti è più forte. È la prima insegna in cui i 25 giovani, che arrivano da tutta Europa e sono stati selezionati tra oltre 5mila candidati a diventare future sighters , si imbatteranno, questa mattina, entrando nel quartier generale della multinazionale degli occhiali che si affaccia su piazzale Cadorna, a Milano. Che Luxottica sia innanzitutto innovazione a 360° e semplificazione, lo si capisce un attimo dopo aver superato la porta a vetri, quando ci si ritrova in mano il tablet per registrarsi. Semplicemente, da sé.
Il raddoppio della corporate
Future sighters? Bravi e anche un po’ visionari, sì, è proprio così che qui chiamano i talenti che dovranno supportare, con il loro contributo, il percorso di crescita. «I 25 giovani arrivano dalle più prestigiose università europee e oggi incontreranno l’amministratore delegato e i nostri manager», racconta il direttore delle risorse umane, Piergiorgio Angeli, che ci accoglie sulla terrazza panoramica del settimo piano. La vista, dalle vetrate, lascia senza parole e racconta una larga parte della storia di quella Milano che è un po’ nelle origini di Luxottica. È mattina presto, alla spicciolata arrivano i cittadini - così li chiama Angeli - del building, con lo zainetto in spalla e il tablet in mano. Attorno ai tavoli si formano piccoli team. Quando sono ormai le nove, il lavoro ha raggiunto il pieno ritmo, in sottofondo c’è un vociare discreto. La terrazza è uno dei più importanti spazi di condivisione del building che, fin dall’ingresso, racconta il volto digitale dell’azienda.
Sulle pareti campeggiano imponenti schermi - qui li chiamano “Digital windows” - che servono per raccontare a chi entra nell’headquarter i prodotti, attraverso video di forte impatto. Luxottica ha un portafoglio con marchi sia di proprietà, tra cui Ray-Ban, Oakley, Vogue Eyewear, Persol, Oliver Peoples e Alain Mikli, sia in licenza, come Giorgio Armani, Burberry, Bulgari, Chanel, Dolce&Gabbana, Ferrari, Michael Kors, Prada, Ralph Lauren, Tiffany & Co., Valentino e Versace. «I video sono prodotti da un’agenzia creativa», dice Angeli. «Interna - precisa un istante dopo -. Luxottica ha un content hub che produce tutti i contenuti e negli ultimi anni ha investito importanti risorse sulle nuove competenze per poter innovare». In azienda hanno fatto il loro ingresso molti professionisti, dai direttori creativi ai grafici, fino a coloro che fanno parte del digital team che è stato fortemente potenziato. In tre anni l’head quarter di Milano, che oggi conta mille lavoratori, è pressoché raddoppiato. Soltanto negli ultimi 6 mesi sono entrate 150 persone, seguendo due logiche: build, costruisco internamente, buy, assumo dal mercato. Più della metà ha meno di 30 anni.
I numeri del gruppo

