Macchine agricole, servono 350 milioni in cinque anni per la sicurezza dei trattori
La richiesta rilanciata nel corso dell’incontro Cnel promosso da Federacma: altri 25 milioni l’anno per l’ammodernamento dei mezzi ancora recuperabili
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Per mettere in sicurezza il parco macchine agricole servono un piano strutturale da 350 milioni di euro in cinque anni per la rottamazione dei mezzi più obsoleti e 25 milioni l’anno per l’ammodernamento di quelli ancora recuperabili. La richiesta è stata rilanciata oggi nel corso di un incontro sul tema al Cnel promosso da Federacma, la Federazione di Confcommercio delle associazioni nazionali dei servizi e commercio macchine agricole. In Italia. è stato ricordato, si registrano in media oltre 130 decessi in agricoltura ogni anno e quasi tre incidenti su quattro sono riconducibili a ribaltamenti o schiacciamenti dovuti all’obsolesenza del parco macchine.
Claudio Risso, vicepresidente del Cnel, ha richiamato la necessità di rendere la sicurezza accessibile anche alle imprese più piccole e a quelle delle aree interne, puntando su rinnovo e adeguamento del parco macchine, formazione e responsabilità chiare lungo la filiera.
«La sicurezza delle macchine agricole è una questione che riguarda vite umane», ha ribadito il presidente di Federacma Andrea Borio, sottolineando la necessità di una strategia che tenga insieme prevenzione, rinnovo dei mezzi, controlli, formazione e sostenibilità economica per le imprese.
In Italia circolano circa 2,15 milioni di trattori, dei quali circa 1,2 milioni sarebbero privi di cinture di sicurezza integrate e 670 mila senza sistemi anti-ribaltamento. A fronte di circa 20mila nuove immatricolazioni l’anno, vengono eliminati definitivamente dal parco circolante appena 500-1.000 mezzi.
Federacma propone quindi 70 milioni l’anno dal 2027 al 2031 per la rottamazione e 25 milioni l’anno per cinque anni per l’adeguamento dei mezzi recuperabili. La strategia prevede anche una rete qualificata di officine: oltre 300 tecnici di circa 200 aziende sono già stati formati nell’ambito delle precedenti collaborazioni con Inail e l’obiettivo indicato è arrivare ad almeno 500 officine qualificate.
