INGEGNERIA

Maire Tecnimont, con il petrolchimico indiano la raccolta ordini 2020 sale a 2,7 miliardi

Commessa da 255 milioni di dollari, che si aggiunge agli altri ordini annunciati nelle ultime settimane

di Matteo Meneghello

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Maire Tecnimont rafforza il suo portafoglio ordini con un nuovo contratto epcc da 255 milioni di dollari nel segmento petrolchimico, portando così a poco meno di 2,7 miliardi di euro il totale acquisito nel corso dell’anno.

La controllata indiana Tecnimont private limited, in particolare, si è aggiudicata ieri un ordine da parte di Indian oil corporation limited per realizzare nuove unità per la produzione di acido acrilico e butilacrilato, derivati petrolchimici necessari per la realizzazione di prodotti ad alto valore aggiunto per il mercato chimico. Le unità saranno realizzate a Dumad, vicino Vadodara, nello stato di Gujarat, in India.

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Lo scopo del progetto comprende attività di ingegneria, approvvigionamento, costruzione e avviamento fino alla fase del cosiddetto performance guarantees test run. Una volta completata, la nuova unità di acido acrilico avrà una capacità di 90mila tonnellate all’anno, mentre l’unità di butilacrilato una capacità di 150mila tonnellate all’anno. Il periodo di esecuzione del progetto è di 26 mesi per la mechanical completion.

«In seguito al recente annuncio del protocollo d’intesa a supporto dell’industrializzazione della chimica verde e dell’economia circolare in India - spiega Pierroberto Folgiero, amministratore delegato del gruppo Maire Tecnimont - consolidiamo una relazione strategica con un cliente importante quale Iocl anche nell’industria petrolchimica.La nostra strategia technology-driven ci ha consentito nuovamente di cogliere delle opportunità in un mercato che mostra un ciclo di investimenti nel downstream molto promettente, grazie alla domanda crescente di prodotti petrolchimici. Infine, in linea con la visione strategica del Governo indiano finalizzata a massimizzare l’obiettivo di “in country value” , la nostra controllata indiana sarà responsabile dell’esecuzione dell’intero contratto, confermando le sue solide capacità nel gestire grandi progetti complessi. La commessa indiana - conclude - è un’altra conferma della resilienza che abbiamo mostrato per tutto il 2020, anno nel corso del quale abbiamo raggiunto un totale di acquisizioni di circa 2,7 miliardi di euro».

Alla data del 30 settembre, in particolare, il gruppo aveva acquisito circa 1,806 miliardi di nuovi ordini (di cui l’85% relativo a progetti di gas monetization ed energy transition), portando il portafoglio ordini a circa 6 miliardi di euro. All’acquisto ufficiale vanno aggiunti, oltre ai 255 milioni di dollari (circa 208 milioni di euro al cambio corrente) della commessa indiana e altri circa 100 milioni di euro di contratti power licensing e servizi di engineering e procurement (principalmente in Nord America, in Europa e nel sud-est asiatico). Lo scorso 30 novembre, infine, il gruppo ha annunciato di avere firmato un accordo con il cliente JSC NIPIgazperabotka che stabilisce un importo aggiuntivo pari a circa 500 milioni di euro per accelerare i lavori necessari a ridurre gli impatti generati dalla pandemia da Covid-19.

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