Cassazione

Maltrattamenti in famiglia, mai applicabile la particolare tenuità del fatto

La difesa aveva chiesto la non punibilità per un uomo che aveva cosparso di benzina una delle due figlie e da sempre maltrattava la moglie e le ragazze

di Patrizia Maciocchi

(Tinnakorn - stock.adobe.com)

2' min read

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La particolare tenuità del fatto che consente di restare impuniti non è mai applicabile al reato di maltrattamenti in famiglia. Un crimine che, in quanto abituale, sfugge al raggio d’azione di una norma che ha come condizione l’occasionalità. La Cassazione respinge così il ricorso di un uomo condannato per le vessazioni che aveva fatto subire alla moglie e alla sue due figlie femmine. Violenze, fisiche e verbali che il suo unico figlio maschio aveva negato davanti ai giudici senza essere creduto, per via delle troppe amnesie. Una vita di violenza da parte del padre-padrone descritta dai racconti delle figlie, supportati da una relazione del pronto soccorso. In seguito ad un attacco d’ira motivato dal fatto che una delle due ragazze aveva parcheggiato la macchina nella cantina della casa familiare, l’uomo aveva cosparso di benzina sia l’auto sia la figlia.

Violenza in famiglia sempre punibile, anche se poco grave

L’escalation di violenza

Episodi che dimostravano - spiega la Suprema corte - solo l’escalation di una violenza, fatta anche di insulti verso le tre donne, che comunque c’era sempre stata. Ed è in questo contesto che la difesa del ricorrente chiede l’applicazione della norma sulla particolare tenuità del fatto (articolo 131-bis del codice penale). Un trattamento favorevole che consente anche in presenza del reato di restare impuniti, quando la condotta è poco significativa dal punto di vista della gravità, anche per le sue conseguenze. Alla Cassazione non resta che ricordare che mai l’articolo 131-bis si può applicare ai maltrattamenti in famiglia. Essenzialmente per due ragioni. La non punibilità è limitata ai delitti puniti con una pena minima non superiore ai due anni, mentre la “sanzione” più bassa per i maltrattamenti in famiglia è oggi di tre anni, per effetto dell’innalzamento messo in atto con il Codice rosso nel 2019. Ma anche per i fatti commessi prima dell’inasprimento delle pene, come quelli finiti all’attenzione dei giudici avvenuti nel 2016, la particolare tenuità va comunque esclusa, in considerazione di un tipo di reato sempre reiterato e non occasionale. Ragione che rende impossibile l’impunità.

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