Manovra, Bankitalia: misure sul contante in contrasto con Pnrr e lotta all’evasione, dipendenti penalizzati dal fisco
Stima importo lordo 39,2 mld. Senza reddito di cittadinanza nel 2020 «un milione di individui poveri in più». Secondo l’Upb rischi per la crescita nel 2023
di Nicola Barone
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Per il Pil è previsto «un indebolimento nel trimestre in corso» e una «attività in espansione nella media del 2023, ma con un forte rallentamento dei tassi di crescita rispetto agli ultimi due anni». È il quadro offerto da Fabrizio Balassone, capo del servizio struttura economica del Dipartimento economia e statistica della Banca d’Italia, in audizione davanti alle commissioni riunite Bilancio di Camera e Senato sulla legge di bilancio. «In un contesto come quello attuale proiezioni economiche sono puramente indicative», ha aggiunto. «La piena attuazione delle riforme e investimenti del Pnrr potrà fornire un contributo determinante alla crescita economica e di riflesso al miglioramento della finanza pubblica».
Stima importo lordo 39,2 mld
Stando ai calcoli è di «39,2 miliardi per noi la valutazione dell’importo lordo della manovra. Vedremo se nei prossimi giorni ci sarà da ragionare ulteriormente su questo aspetto». Gli allegati tecnici alla manovra «sono stati resi disponibili mercoledì scorso» e che ci sia «qualche arrotondamento che potrà essere rivisto io non lo escludo»
Senza reddito di cittadinanza 1 milione di poveri in più
Entrando nel dettaglio delle misure in vista, «l’introduzione del reddito di cittadinanza ha rappresentato una tappa significativa nell’ammodernamento del welfare del nostro Paese» e secondo l’Inps senza reddito nel 2020 ci sarebbero stati «un milione di individui poveri in più». A dire di Balassone, in audizione alla Camera sulla manovra. l’attuale assetto ha delle criticità soprattutto come misura di accompagnamento al lavoro, e la «riforma annunciata dal governo potrebbe rafforzare» questo aspetto. La riduzione della durata del reddito di cittadinanza nel 2023 colpirà circa 846 mila individui, in base alle stime riferite dal presidente dell’Istat, Gian Carlo Blangiardo (vale a dire poco più di un beneficiario su cinque). Se si considerano i soli beneficiari in età compresa fra 18 e 59 anni, il taglio riguarderà oltre un terzo di essi. «La decurtazione della durata coinvolgerebbe in prevalenza i nuclei familiari di ridotte dimensioni (in particolare coinvolge più della metà degli individui soli) e la componente maschile, e investirebbe quasi la metà dei beneficiari in età compresa fra 45 e 59 anni». Inoltre, la riduzione «comprende un terzo dei Neet fra 18 e 29 anni beneficiari del reddito, e si caratterizza per livelli di istruzione appena più elevati rispetto alla restante platea dei beneficiari appartenenti alla stessa classe d’età».
Su contante rischio contrasto Pnrr-lotta evasione
Un passaggio dell’audizione di Bankitalia riguarda poi una delle misure in corso di revisione. «Le disposizioni in materia di pagamenti in contante e l’introduzione di istituti che riducono l’onere tributario per i contribuenti non in regola rischiano di entrare in contrasto con la spinta alla modernizzazione del Paese che anima il Pnrr e con l’esigenza di continuare a ridurre l’evasione fiscale». Inoltre «soglie più alte» per l’utilizzo del contante «favoriscono l’economia sommersa» mentre «l’uso di pagamenti elettronici permettendo il tracciamento delle operazioni ridurrebbe l’evasione fiscale». E in sostanza «i limiti all’uso del contante, pur non fornendo un impedimento assoluto alla realizzazione di condotte illecite, rappresentano un ostacolo per diverse forme di criminalità ed evasione».
Criticità fisco, dipendenti penalizzati
In manovra alcune delle misure non connesse all’emergenza energetica «presentano aspetti critici che la Banca d’Italia ha più volte segnalato in passato con riferimento a misure analoghe. La discrepanza di trattamento tributario tra dipendenti e autonomi, e all’interno di questi tra quelli sottoposti a regime forfettario ed esclusi, risulta accresciuta». Per Balassone in un periodo di inflazione elevata la coesistenza di un regime a tassa piatta e uno soggetto a progressività come l’Irperf comporta un’ulteriore penalizzazione per chi soggetto a quest’ultimo».

