Manovra, Bonomi: per flat tax e prepensionamenti penalizzate le imprese, delusi da taglio cuneo risibile
Cgil e Uil bocciano la manovra. Il 16 primo sciopero in Lombardia. Uil: bene emergenza ma insufficientemente espansiva. Alle 14 l’intervento del ministro dell’Economia Giorgetti
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I punti chiave
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«Le risorse mancate per gli investimenti delle imprese si devono anche al fatto che una parte delle risorse a disposizione, al netto degli interventi sull’energia, vengono impiegate per obiettivi a nostro avviso non prioritari in questa fase di emergenza e, comunque, discutibili nel merito». . Il presidente di Confindustria, Carlo Bonomi, in audizione in Parlamento sulla manovra, di fronte alle Commissioni riunite Bilancio di Camera e Senato, si riferisce così «alle misure sulle cosiddette flat tax e a quelle in tema di prepensionamenti». E definisce deludente il «risibile» il taglio cuneo fiscale.
Giudizi diversi da parte dei sindacati sulla legge di bilancio. Una sostanziale bocciatura arriva dalla Cgil e Uil (che hanno proclamato il primo sciopero territoriale in Lombardia per il 16 dicembre), mentre più articolata è la posizione della Uil. Parere positivo è invece quello di Ugl.
Bonomi: delusione per intervento risibile sul cuneo fiscale
Per noi, ha detto Bonomi, «è una delusione» l’intervento «risibile» sul cuneo fiscale, «Ma anche su altre misure non vediamo una attenzione alla crescita del Paese» e «ci ha colpito che non c’è nessuna attenzione al Mezzogiorno d’Italia». «Siamo nella condizione di auspicare che la guerra in Ucraina continui per avere la decontribuzione al Sud, ed ovviamente non è nelle corde di nessuno auspicare che una guerra continui».
Condivisione, invece, per «la scelta del Governo di concentrare le risorse derivanti dal maggior indebitamento, circa due terzi della Manovra, sulle misure contro il caro energia». Ma il presidente di Confundustria avverte: «Certo, le decisioni assunte sull’energia lasciano una situazione di incertezza su ciò che accadrà dopo il primo trimestre 2023. Ma questa incertezza non si può rinviare al primo aprile, quando scadono le misure per l’energia disposte in legge di bilancio». Di fronte alla Commissioni riunite Bilancio di Camera e Senato, il presidente degli industriali premette: «Vogliamo anzitutto rendere atto al Governo del lavoro fatto per costruire la manovra nel poco tempo a disposizione e nel delicato contesto in cui si colloca». Si sofferma quindi, all’inizio del suo intervento, sul contesto economico ed in particolare sull’allarme per i costi dell’energia: «La dimensione è tale che sono in gioco la competitività e la sopravvivenza stessa di “pezzi” del sistema produttivo italiano», «il motore della ricchezza e della crescita del Paese».
Bonomi: taglio del cuneo di almeno quattro punti
«Serve un taglio del cuneo di almeno quattro punti perché abbia un effetto significativo, troppe volte nei decenni alle nostre spalle piccoli tagli di 1 o 2 punti non hanno avuto alcun effetto», è il ragionamento che Confindustria porta in Prlamento tra le riflessioni sulla manovra. «E oggi che l’inflazione è a doppia cifra e la bolletta energetica è altissima - prosegue Bonomi - sarebbe la via migliore per mettere subito nelle tasche dei lavoratori molto più reddito disponibile di quanto non avvenga con la logica dei microtagli e dei micro-sussidi su bollette, carburante e affitti. Le risorse per un taglio deciso al cuneo contributivo e per una seria riforma dell’occupabilità ci sono. Per trovarle siamo convinti che basterebbe rimodulare qualche punto percentuale di allocazione degli oltre mille miliardi di spesa pubblica superati in questo 2022, per trovare le risorse senza creare deficit aggiuntivo». Confindustria ribadisce comunque la sua proposta, lanciata già da tempo: taglio dei contributi da 16 miliardi sui lavoratori dipendenti con redditi fino a 35mila euro, per due terzi a favore dei lavoratori e per un terzo a vantaggio delle imprese.
