Pensioni, Meloni: niente tagli agli assegni di vecchiaia, tutti garantiti
Si ragiona sul seguente schema: pensioni di vecchiaia senza penalizzazioni «per tutti, non solo per il comparto sanità». E per medici, infermieri e il comparto sanitario «un ulteriore meccanismo di tutela in modo da ridurre la penalizzazione all’approssimarsi all’età della pensione di vecchiaia» che però, ha aggiunto il presidente del Consiglio, si sta ancora «valutando». La reazione dei sindacati con Landini (Cgil): «Manovra resta sbagliata, governo non cambia nulla». Bombardieri (Uil): «Esecutivo conferma manovra, insensibile a piazze». Sbarra (Cisl): «Si sono impegnati su modifiche per le pensioni»
di Andrea Carli e Giorgio Pogliotti
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I punti chiave
- La premier ai sindacati: un problema enorme la pensione dei giovani
- «Aperti alla partecipazione dei lavoratori in azienda»
- «Ce la mettiamo tutta per Patto orientato a crescita»
- Sotto la lente l’articolo 33 della manovra
- Meloni: al lavoro per modificare taglio pensioni medici nel migliore dei modi
- Landini: governo non ha cambiato nulla. Bombardieri: esecutivo insensibile a piazze
- Verso un maxi emendamento del governo alla manovra
- Il punto sul Pnrr
- La stretta sulle pensioni dei medici
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Il governo rivedrà la norma che nella legge di bilancio taglia le aliquote di rendimento delle pensioni di diverse categorie di dipendenti pubblici. È quanto emerso dall’incontro tra governo e sindacati a palazzo Chigi, durato oltre tre ore, che avevano contestato l’articolo 33 della manovra.
In particolare, secondo quanto spiegato dalla premier Giorgia Meloni nel corso dell’incontro, si ragiona sul seguente schema: pensioni di vecchiaia senza penalizzazioni «per tutti, non solo per il comparto sanità». E per medici, infermieri e il comparto sanitario «un ulteriore meccanismo di tutela in modo da ridurre la penalizzazione all’approssimarsi all’età della pensione di vecchiaia» che però, ha aggiunto il presidente del Consiglio, si sta ancora «valutando». L’esecutivo, ha garantito Meloni, è al lavoro per «risolvere e correggere», modificando la misura «nel migliore dei modi».
La premier ai sindacati: un problema enorme la pensione dei giovani
Nella fase conclusiva dell’incontro, il presidente del Consiglio ha parlato del nodo giovani. È un «problema enorme quello della pensione dei giovani», ha detto, segnalando che c’è una norma «giusta» a favore delle generazioni più giovani. «Il gioco di scaricare tutto il costo delle pensioni sulle generazioni che arrivano dopo non lo abbiamo fatto noi - ha aggiunto la premier -, certo è più redditizio sul piano del consenso occuparsi di chi è qui e ora, ma il costo è stato scaricato su chi non si poteva difendere e non era consapevole di quello che stava accadendo».
«Aperti alla partecipazione dei lavoratori in azienda»
Un altro tema affrontato è quello della partecipazione dei lavoratori alla vita delle aziende. «Secondo me - ha affermato Meloni - è una grande questione e sono assolutamente aperta e disponibile a lavorarci. È una materia che considero chiave di volta nel sistema economico italiano».
«Ce la mettiamo tutta per Patto orientato a crescita»
Al centro dell’incontro anche il tema del costo del lavoro. «Sarebbe bello rendere strutturale» il taglio del cuneo, ha confidato il capo del Governo, «ma diventa difficile in questo preciso contesto quando non sappiamo ancora quali saranno le regole con le quali operiamo nei prossimi anni. Credo si possa riconoscere che il governo ce la sta mettendo tutta per arrivare a un nuovo Patto di stabilità e di crescita che sia sostenibile e orientato più alla crescita che non alla stabilità» ha aggiunto.



