La guerra in Iran avvicina la Thailandia all’orbita della Russia
dal nostro corrispondente Marco Masciaga
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Al via nell’Aula della Camera l’esame della manovra economica. Sono 26 i deputati iscritti a parlare in discussione generale, che si protrarrà fino al primo pomeriggio, quando avrà inizio l’esame degli emendamenti che sono stati presentati al testo approvato dal Senato e che dovrà essere licenziato a Montecitorio entro domani.
Era arrivato ieri il via libera della commissione Bilancio della Camera alla legge di bilancio . Bocciati tutti i quasi mille emendamenti presentati dalle opposizioni. Prima del voto in commissione si è svolta l’audizione del ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti che ha risposto alle domande dei deputati sulla manovra di bilancio. Ma anche sul nuovo Patto di stabilità e sul no al Mes da parte del Parlamento.
È slittata ancora la conferenza stampa di fine anno della premier Giorgia Meloni prevista per giovedì 28 dicembre alle ore 11. L’appuntamento è stato rinviato al 4 gennaio (ore 11) a causa della recrudescenza dello stato influenzale che aveva colpito la premier nei giorni scorsi. I collaboratori della premier hanno spiegato che Meloni ha sofferto di un problema di “otoliti” che l’ha costretta «a letto e al buio» per quasi due giorni. Nella serata di ieri un otorino l’ha visitata a casa, ha diagnosticato la «sindrome otolitica» e le ha eseguito «la manovra» per risolvere la situazione. Ora la premier è «già in via di miglioramento»: con «il collare, è riuscita ad alzarsi e a parlare al telefono».
«Quello che posso dire è che le previsioni» del governo con i documenti programmatici «sono coerenti con quello che è previsto dal nuovo Patto di stabilità, non sono previste manovre aggiuntive». L’accordo sul patto di stabilità, ha spiegato, «è un compromesso, se un compromesso verso il basso o verso l’alto, io ho detto e ribadisco che le valutazione le faremo tra qualche tempo». Poi ha aggiunto: «Il successo italiano è la possibilità dell’allungamento» fino a «sette anni per coloro che rispettano il Pnrr. Vuol dire che bisogna rispettare il Pnrr - ha sottolineato Giorgetti - in tutto questa flessibilità è entrata ed è un grande successo del nostro Paese».
Sul superbonus, ha sottolineato Giorgetti, «è il Parlamento a decidere, ma io so quale è il limite oltre il quale non si può andare, questa è la realtà dei numeri» e il superbonus «è come una centrale nucleare che ancora non riusciamo a gestire». Anche il bonus al 70%, ha aggiunto, «vi assicuro che visto da fuori è tantissimo, dobbiamo uscire un po’ da questa allucinazione di questi anni in cui ci sembra tutto dovuto», anche perchè «quando fai debito lo paghi» e sono «miliardi sottratti agli italiani alle famiglie italiane, di spesa per la previdenza».