Mar Rosso, la Caio Duilio ha già abbattuto tre droni. Ecco come funzionano le operazioni del cacciatorpediniere
Non ci sono ancora dettagli sulla nuova operazione che ha portato all’abbattimento di due droni ma in quella precedente il comandante ha raccontato che «iIl cannone di prora dritta ha sparato 6 colpi, dopo pochi secondi l’apprezzamento ottico ci ha confermato l’abbattimento. Nave Duilio ha reagito per autodifesa»
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I punti chiave
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Nell’ambito dell’operazione dell’Unione Europea Aspides, il 12 marzo nave Duilio ha abbattuto, in attuazione del principio di autodifesa, due droni aerei. Lo ha reso noto il ministero della Difesa. Non ci sono ancora tutti i dettagli sulla nuova operazione che ha portato all’abbattimento di due droni ma lo stesso cacciatorpediniere Duilio circa dieci giorni fa, quando non era ancora base operativa di Aspides, aveva sventato un altro attacco degli Houthi abbattendo un drone.
Agguato notturno, entrate in azione le armi anti-drone
Nella notte tra l’11 e il 12 marzo, dunque, mentre il Duilio sorvegliava il tratto di mare assegnato senza essere impegnato direttamente in un’attività di scorta a navi civili, i suoi radar hanno intercettato la scia di due mezzi aerei in avvicinamento, con caratteristiche analoghe a quelli usati per azioni terroristiche. A differenza di quanto avvenuto in passato, le traiettorie non erano lineari ed i droni avanzavano in ore notturne. Giunti alla distanza considerata di rischio sono stati abbattuti dalle armi anti-drone di cui è dotato il cacciatorpediniere.
Il primo attentato degli Houthi
Nel primo attentato, il 2 marzo, il drone, dalle caratteristiche analoghe a quelli già usati in precedenti attentati, si trovava a circa 6 chilometri dalla nave italiana, in volo nella sua direzione. «Nave Duilio, in navigazione nel Mar Rosso meridionale, ha localizzato una traccia aerea sconosciuta. Il profilo era minaccioso e, a seguito di riconoscimento ottico attraverso i sensori di bordo di un drone della stessa tipologia e comportamento di quelli che nei giorni scorsi si sono resi autori degli attacchi al traffico mercantile in area, Nave Duilio ha reagito per autodifesa” ha raccontato poi il comandante del cacciatorpediniere della Marina Militare, il capitano di vascello Andrea Quondamatteo.
«Azione corale di equipaggio»
«Abbiamo quindi messo in atto una serie di chiamate di avvertimento, scongiurando che si trattasse di un aereo civile o alleato e dopo essercene accertati, abbiamo valutato che esistevano tutte le condizioni per reagire per autodifesa. La nostra sicurezza era a repentaglio e pertanto abbiamo applicato il principio dell’autodifesa» ha continuato il comandante del cacciatorpediniere. “C’e’ sempre l’uomo nel processo decisionale ma questa e’ una azione corale di equipaggio, ovviamente e’ mia la responsabilita’ l’atto finale ma il merito e’ di un equipaggio ben addestrato. La vita a bordo delle navi della Marina Militare e’ incessante, l’alta prontezza in quest’area ad alto rischio e’ logorante ma per questo ci siamo addestrati», ha proseguito il capitano. “Il benessere, la prosperita’ , il costo dei prodotti che troviamo al supermercato e al centro commerciale e’ legata e strettamente connessa a questa nostra attivita’ “ ha concluso.
«Il cannone di prora dritta ha sparato 6 colpi»
“Quando il drone è arrivato a 4 miglia ho preso la decisione. Dovevo difendere il mio equipaggio e la mia nave” ha raccontato, in un’intervista al Corriere della Sera, Andrea Quondamatteo, comandante della Caio Duilio attaccata dagli Houthi. “Il cannone di prora dritta ha sparato 6 colpi, dopo pochi secondi l’apprezzamento ottico ci ha confermato l’abbattimento - ha detto - Nave Duilio ha reagito per autodifesa”. Quondamatteo ricorda: “Eravamo in pattugliamento a sud, nel tratto prospiciente alle coste yemenite, in acque internazionali. A un tratto c’e’ arrivato un ’eco radar’ sconosciuto, il segnale era a 8 miglia di distanza. Un profilo in movimento, a bassa quota e in rapido avvicinamento”. Poi ha aggiunto: “Quando mi hanno scritto per ringraziarmi i comandanti della Jolly Rosa e della Grande Baltimora, navi italiane, mi sono commosso”.

