Aziende ed Istituzioni

Marche, 2023 un anno di lavoro sul piano di rilancio industriale della Regione

Messa in campo una strategia per una nuova solidità strutturale e un forte dinamismo imprenditoriale capace di nuove sfide tecnologiche e competitive

di Daniela Casciola

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(ANSA)

6' min read

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Nel 2023 sono stati realizzati interventi per porre le basi del rilancio industriale delle Marche, una Regione da sempre con forte vocazione industriale e portatrice di un originale modello di sviluppo diffuso per tanti decenni, prima di attraversare recentemente un decennio difficile, condizionato, oltre che dall’indebolimento di alcune rilevanti filiere produttive, da numerosi shock esogeni, da catastrofi naturali ed epidemiologiche, da crisi finanziarie e bancarie. Una fase che aveva portato le Marche al declassamento a livello europeo come regione “in transizione”, al pari, in Italia, di Abruzzo e Umbria.
Il tessuto imprenditoriale marchigiano si è mantenuto in tutto questo tempo dinamico e pronto a cogliere le nuove sfide dell’innovazione, partendo dalle vocazioni produttive tipiche e apportando nuovi contenuti tecnologici, nuovi concetti produttivi e organizzativi. Era necessario dare una accelerazione a questi processi e accompagnarli dal recupero e l’espansione della base produttiva e occupazionale.
L’azione complessivamente messa in campo, in gran parte delineata nella nuova Strategia di Specializzazione Intelligente e sostenuta dalle nuove risorse FESR 2021-27, si è articolata nei seguenti punti: riorganizzazione delle filiere, accesso al credito, innovazione finanziaria e ricerca, innovazione e rigenerazione del tessuto imprenditoriale.

RILANCIO DEGLI INVESTIMENTI PRODUTTIVI E SPINTA ALLA RIORGANIZZAZIONE DELLE FILIERE
1. Già dal 2022 è stato attivato un bando per sostenere nuovi piani industriali di espansione produttiva da parte delle imprese industriali. Sono state intercettate e approvate proposte di 25 imprese che hanno presentato investimenti per oltre 176 milioni di euro e in grado di generare un impatto occupazionale diretto pari ad almeno 800 posti di lavoro a tempo indeterminato. Si tratta di una sicura sottostima prudenziale, a cui va anche aggiunto l’impatto indiretto sull’indotto di fornitura e di servizio. Gli investimenti riguardano per la maggior parte gli investimenti produttivi in senso stretto costituiti dalla realizzazione di nuovi impianti, dall’espansione di quelli esistenti o dalla riattivazione di quelli inutilizzati. Per oltre il 55% essi ricadono in quelle che sono le aree di crisi conclamate della Regione: l’area fabrianese colpita dalla crisi del gruppo Merloni, quella del distretto calzaturiero fermano-maceratese, quella del Piceno. Oltre a questo, l’ammontare degli investimenti comprende la ricerca e sviluppo, l’innovazione organizzativa e digitale (nelle sole PMI), l’innovazione energetico-ambientale e infine sulla formazione dei lavoratori e sulle assunzioni di lavoratori appartenenti a categorie fragili. Vengono coinvolte molte delle filiere strategiche delle Marche: la cantieristica, il sistema pelle e calzature, l’arredo e il sistema casa, l’elettronica e la meccatronica. In gran parte si parla di investimenti delle imprese locali lanciate verso la crescita, ma non manca qualche investimento da parte di soggetti extra-regionali, che confermano l’attrattività e l’interesse per attivare unità produttive nel sistema marchigiano.t

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2. Di fianco a questo è stato fatto un primo intervento volto a promuovere progetti in rete tra PMI per ottenere una maggiore dimensione economica e sviluppare congiuntamente nuove funzioni strategiche. 11 progetti con il coinvolgimento di 54 imprese sempre sulle stesse filiere, ma un intervento che verrà sicuramente ripetuto perché ritenuto da tutti necessario.

3. Altro intervento sul rilancio degli investimenti è rivolto a sostenere operazioni di minori dimensioni per le piccole e medie imprese, per andare incontro all’impegno delle imprese minori per il loro ammodernamento tecnologico, riqualificazione e, se del caso espansione. Su questo sono stati attivati tre bandi distinti con l’obiettivo di dare risposte alle diverse tipologie produttive. Il settore artigianale, estremamente diffuso nei tanti borghi, le PMI industriali, maggioranza del tessuto produttivo, le imprese cooperative di produzione, importanti per mantenere il radicamento sul territorio. Per i primi due bandi sono già state presentate le domande, circa 1150. Il terzo resterà aperto fino alla fine del febbraio 2024.

ACCESSO AL CREDITO E INNOVAZIONE FINANZIARIA

• In secondo luogo si è cercato di organizzare una nuova strategia per il credito alle PMI, adeguata alla nuova fase della situazione del mercato creditizio successiva alla fase epidemiologica e alle nuove instabilità internazionali. É stato definito un quadro delle iniziative realizzabili a valere su più fondi europei e su risorse regionali per rispondere ai diversi settori e alle diverse sfide. A seguito di una procedura di evidenza pubblica è stato individuato un raggruppamento di soggetti intermediari con cui è stato concluso un accordo quadro di durata almeno quadriennale, a cui affidare i diversi strumenti per un totale di almeno 91 milioni di euro pubblici per i quali è previsto un moltiplicatore creditizio pari a circa 6, cioè circa 500 milioni di euro.

• Il primo strumento è in via di attivazione e si tratta di un fondo di riassicurazione creditizia, anche complementare al Fondo Centrale di Garanzia, accompagnato da un significativo abbattimento dei costi finanziari legati al tasso di interesse (fino al 4%) e al costo della garanzia, fino a un massimo di 15mila euro complessivi a impresa. Tra gli elementi di priorità e di maggior sostegno, si segnala il ricorso a prestiti partecipativi come strumento che incentiva la capitalizzazione delle piccole e medie imprese. A questo strumento è inoltre possibile aggiungere interventi ancora più spinti di innovazione e consolidamento finanziario, a cominciare dai minibond.

• Sono previsti inoltre ulteriori strumenti con finalità specifiche. Il principale tra questi è quello che riguarderà gli investimenti di efficientamento e innovazione energetica. Altri strumenti finanziari si accompagneranno a incentivi diretti, in particolare nel campo del sostegno all’avvio e consolidamento delle start up e dei progetti di innovazione, del micro credito imprenditoriale, degli investimenti in campo agricolo.

UNA PIU’ FORTE SPINTA ALLA RICERCA E ALL’INNOVAZIONE
L’aumento dell’impegno delle imprese nella ricerca e dei rapporti con le Università e i centri di ricerca è essenziale per costruire un ecosistema realmente innovativo e in grado di cogliere rapidamente le sfide tecnologiche. Anche da questo punto di vista le imprese marchigiane hanno dimostrato una fortissima capacità di risposta. Si è da poco concluso un bando che aveva messo a disposizione 45 milioni di euro, con una domanda complessiva più che doppia rispetto alle disponibilità. Si tratta di un bando basato sulle aree tematiche della Strategia di Specializzazione Intelligente e che porterà sicuramente contenuti innovativi e processi di diversificazione produttiva in tutte le filiere strategiche della Regione.Un impatto innovativo che potrà venire rafforzato da un ulteriore intervento in procinto di essere emanato, finalizzato a sostenere progetti di innovazione delle PMI, concepiti in materia semplificata rispetto al più classico progetto di ricerca e sviluppo. Anche questo bando vedrà graduatorie distinte per ciascuna filiera della Strategia di Specializzazione Intelligente. É stato anche attivato un intervento per sostenere il potenziamento delle strutture di ricerca presenti sul territorio e che si affiancano al sistema universitario, sia dal punto della vista della dotazione tecnologica che dello sviluppo di nuove competenze.

NUOVE IMPRESE E RIGENERAZIONE DEL TESSUTO IMPRENDITORIALE
Lo spirito imprenditoriale non manca certo nelle Marche. Bisogna orientarlo sempre di più verso settori innovativi e attrattivi in particolare per i giovani formati che, come in altre regioni, tendono ad emigrare all’estero o verso altre aree attrattive dell’Italia.Da questo punto di vista è in avvio un intervento per realizzare o rafforzare iniziative per la creazione di luoghi per lo sviluppo imprenditoriale nel territorio, con formule varie che possono partire da coworking collaborativo fino allo sviluppo delle imprese, ispirandosi a vari modelli, e con servizi di supporto e accompagnamento, fino alla costruzione dei business plan e al supporto manageriale e finanziario. Si parla di spazi dove i giovani possono trovare motivazione per sviluppare progetti e percorsi imprenditoriali, anche nei centri minori. Naturalmente è poi necessario sostenere le start up. Un bando è stato realizzato nel 2022, con 48 start up sostenute. Un nuovo bando sarà realizzato l’anno prossimo.Si è accennato solo agli aspetti principali delle politiche industriali. Vi sono a corredo le politiche di promozione e soprattutto quelle per la formazione e qualificazione delle risorse umane.In sintesi, è stata messa in campo una strategia che sviluppa congiuntamente una operazione espansiva, la mobilitazione di tutte le risorse innovative e creative sul territorio e la costruzione di un ecosistema innovativo e attrattivo che, dopo l’esperienza della prima industrializzazione marchigiana, possa consentire a questa Regione una nuova elevata solidità strutturale e un forte dinamismo imprenditoriale pronto alle nuove sfide tecnologiche e competitive.

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