Marco e Davide, i ristoranti dove il successo passa dal welfare aziendale
di Silvia Pieraccini
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L’impennata delle bollette energetiche e la fine della stagione estiva hanno messo in ombra un nodo strategico della ristorazione, emerso con forza nei mesi scorsi e destinato a condizionare il settore ancora a lungo, nei prossimi anni: quello della mancanza di personale.
Le teorie più diffuse per spiegare la carenza di camerieri, cuochi, lavapiatti e addetti alle pulizie che ha caratterizzato l’estate 2022 puntano il dito sugli stipendi bassi e sulla “concorrenza” del reddito di cittadinanza che, integrato magari da qualche lavoretto in nero, sarebbe preferito al pesante lavoro in sala o in cucina.
«Ma il punto non è lo stipendio», sottolineano i fratelli Marco e Davide Vaiani, proprietari di cinque ristoranti sul lungomare di Forte dei Marmi, in Versilia (Bistrot, Osteria del Mare, Fratellini’s, Pesce Baracca e Pesce Terrazza) e voce autorevole del settore visto che hanno 180 dipendenti a tempo indeterminato e una quarantina di stagionali.
«Il punto – spiegano - è assicurare il benessere dei dipendenti. Più che lo stipendio, i lavoratori cercano condizioni di vita migliori. Ed è su questo che dobbiamo lavorare per attrarre i giovani».
I fratelli Vaiani hanno cercato di declinare le «condizioni di vita migliori» seguendo un approccio familiare, tipico del settore ristorazione che è lontano dal welfare organizzato dell’industria, fatto di piattaforme digitali e di accordi sindacali. «Abbiamo assunto una ragazza, che chiamiamo problem solver, che ogni mattina passa nei vari ristoranti e chiede ai dipendenti di cosa hanno bisogno, dalle piccole cose come l’aiuto per intestare una bolletta, che magari è difficile per una persona straniera, al finanziamento per l’acquisto dell’auto o della casa: in questo caso noi possiamo fare da intermediari con la nostra banca, per cercare la strada migliore per ottenerlo».

