Marenzi spiega il futuro di Herno, dal nuovo ceo alla sostenibilità
Il presidente dell’azienda di alta gamma, che nel 2022 ha chiuso il bilancio in crescita del 22%, ha appena terminato un doppio mandato al vertice di Pitti Immagine
di Giulia Crivelli
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Claudio Marenzi, presidente di Herno, ha sempre creduto nell’importanza delle associazioni di settore, in particolare all’interno di una filiera come quella del Tma (tessile-moda-accessorio), che comprende aziende molto diverse per vocazione produttiva, storia e dimensioni. Al suo impegno si deve in larga parte la nascita di Confindustria Moda, la federazione, appunto, delle associazioni di settore, nata nel 2017 e della quale è stato il primo presidente, nonché rappresentante della parte abbigliamento della filiera, passando poi il testimone a Cirillo Marcolin, dell’omonima famiglia protagonista nell’occhialeria, e a Ercole Botto Poala, ad di Reda, tra i più importanti lanifici italiani. Marenzi ha appena concluso un doppio mandato di presidente di Pitti Immagine, la società che organizza le fiere di Firenze ed è oggi “solo” presidente dell’azienda fondata dal padre Giuseppe nel 1948 e di Montura, azienda di outdoor acquisita nel 2o21.
È arrivato il momento di occuparsi a tempo pieno di Herno?
Sono molto felice del lavoro e dell’energia che, negli ultimi dieci anni, ho dedicato a Sistema moda Italia, Confindustria Moda e Pitti Immagine e il mio impegno per le associazioni continuerà, anche senza incarichi di vertice. In Herno ho costruito una squadra di persone capaci e affiatate ed è grazie a loro che ho potuto avere vite parallele. Per un imprenditore l’impegno istituzionale nel proprio settore deve avere un inizio e una fine e 10 anni mi sembrano corretti! Torno a fare l’imprenditore e lo gnomo di fabbrica, come mi piace dire, ed è importante anche per Montura.
Come è maturata l’altra recente scelta, la nomina di un ceo di Herno?
Avere ogni responsabilità operativa e allo stesso tempo riflettere sul medio e lungo periodo non mi è più sembrata la scelta migliore per me e soprattutto per il futuro dell’azienda e di tutte le persone che, con grande passione, ci lavorano. La persona che ho scelto non viene dall’esterno, non è un marziano che piomba in Herno. Esattamente l’opposto: dall’inizio di aprile il nuovo ceo è Gabriele Baldinotti, che da tempo consideravo il mio braccio destro e che in azienda ha ricoperto vari ruoli, da brand manager a head of marketing and sales.


