Coronavirus: 8 cose da sapere per proteggersi dal Covid a Natale
Mascherine, tamponi, vaccini e tasso di diffusione: ecco una lista di cose da sapere per evitare il contagio durante le feste
di Nicola Barone
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I punti chiave
- Come sta andando la diffusione del coronavirus?
- Che protezione assicurano i vaccini verso le varianti in circolazione?
- Per i fragili sarà più prudente evitare baci e abbracci?
- In quali situazioni sono consigliabili le mascherine?
- Fare un tampone prima dei festeggiamenti dà sicurezza?
- Quali le più efficaci norme igieniche da seguire?
- Come saranno gestiti l’accesso e il ricovero in ospedale per i pazienti con sintomi respiratori?
- Come si possono scongiurare le conseguenze peggiori dell’infezione?
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In vista delle feste natalizie, quando maggiori saranno le occasioni di aggregazione con molte persone concentrate al chiuso, è stato rinnovato dalle autorità sanitarie l’invito a immunizzarsi rapidamente contro Covid e influenza, una sollecitazione rivolta soprattutto ad anziani e fragili per la salute dei quali gli effetti possono essere più importanti. Pur rimanendo sotto il livello di guardia, nell’ultima settimana risultano in aumento i ricoveri ma a complicare le cose è in parallelo il crescente segno più davanti ai contagi di influenza stagionale. Facciamo il punto sulla situazione riassumendo alcune osservazioni di carattere generale utili a proteggere i soggetti a rischio.
Come sta andando la diffusione del coronavirus?
A guardare l’ultimo monitoraggio di ministero della Salute e Istituto superiore di sanità, relativo al periodo 7-13 dicembre, sono in lieve calo i nuovi casi positivi (pari a 56.404, -3,8% rispetto alla settimana precedente quando erano 58.637) e scende anche l’incidenza (94 casi per 100.000 abitanti), ma aumentano i decessi (316, +1%) ed anche i ricoveri. Il tasso di occupazione in area medica relativo al 13 dicembre è infatti pari all’11,9% (7.426 ricoverati) rispetto al 10, 7% del 6 dicembre ed il tasso di occupazione in terapia intensiva è al 2,7% (240 ricoverati) rispetto al 2,5% (219 ricoverati) del 6 dicembre.
Che protezione assicurano i vaccini verso le varianti in circolazione?
«Tutti i vaccini anti-Covid approvati continuano a proteggere contro la malattia grave e la morte. Questo vale per tutte le varianti circolanti, inclusa Jn.1». L’epidemiologa Maria Van Kerkhove, responsabile tecnico per il Covid all’Organizzazione mondiale della sanità, in un video diffuso dall’Oms su X fa il punto sul boom di infezioni respiratorie osservato a livello globale. «Non circola solo il Covid», spiega l’esperta, «abbiamo l’influenza, altri virus e batteri. In alcune zone del mondo stiamo entrando nei mesi invernali e ovunque le persone iniziano a riunirsi per le festività natalizie, trascorrendo più tempo in ambienti chiusi. Specie se la ventilazione è scarsa, questi patogeni trasmissibili per via aerea ne trarranno vantaggio. Covid è fra le infezioni in aumento, per una serie di fattori». SARS-CoV-2 non arresta la sua evoluzione. I sottolignaggi Xbb rappresentano circa il 68% delle sequenze condivise globalmente. L’altro gruppo sono i sottolignaggi Ba.2.86, la famiglia Pirola, «ma probabilmente il più degno d’attenzione è Jn.1. Può causare l’intero spettro della malattia, dall’infezione asintomatica fino alla malattia grave e alla morte, in modo simile a quanto osservato con altri sottolignaggi Omicron».
Per i fragili sarà più prudente evitare baci e abbracci?
Nelle festività natalizie non serve rinunciare a baci e abbracci ma proteggere i fragili attraverso la vaccinazione. Per Francesco Vaia, direttore generale della Prevenzione del ministero della Salute, «non c’è nessuna ragione di modificare i comportamenti» dal momento che «tutti gli indicatori epidemiologici ci dicono che non c’è per il momento motivo di temere un’ondata di casi. L’aumento era previsto. Non c’è necessità di inasprire le misure di contenimento. Proteggiamo le persone fragili non esponendole al rischio di contagio». I vaccini sono dei salvavita per gli over 65: un aumento dei livelli di copertura, sia per l’influenza sia per il Covid ed altri virus - sostiene la Società italiana di geriatria - potrebbe evitare 1.500 morti l’anno. La vaccinazione è la vera arma di protezione per le categorie più esposte, considerando che la crescita di contagi da Covid «continuerà per almeno tre settimane e ai primi di gennaio avremo probabilmente il picco con 400-500 morti alla settimana», secondo i calcoli del virologo Fabrizio Pregliasco.
In quali situazioni sono consigliabili le mascherine?
L’uso della mascherina è sollecitato per le persone ad alto rischio di patologie gravi limitatamente agli spazi pubblici affollati. Si tratta di uno dei consigli che l’Ecdc, Centro europeo per il controllo delle malattie, ha rivolto agli Stati membri sulla base di un aggiornamento epidemiologico pubblicato pochi giorni fa. Le misure sono volte a mitigare l’impatto di Covid, influenza e virus respiratorio sinciziale (Rsv), ma anche di altri agenti patogeni come il mycoplasma pneumoniae.

