Coronavirus

Coronavirus: 8 cose da sapere per proteggersi dal Covid a Natale

Mascherine, tamponi, vaccini e tasso di diffusione: ecco una lista di cose da sapere per evitare il contagio durante le feste

di Nicola Barone

Piu' ricoveri per Covid e cresce l'influenza.'Vaccinarsi'

5' min read

5' min read

In vista delle feste natalizie, quando maggiori saranno le occasioni di aggregazione con molte persone concentrate al chiuso, è stato rinnovato dalle autorità sanitarie l’invito a immunizzarsi rapidamente contro Covid e influenza, una sollecitazione rivolta soprattutto ad anziani e fragili per la salute dei quali gli effetti possono essere più importanti. Pur rimanendo sotto il livello di guardia, nell’ultima settimana risultano in aumento i ricoveri ma a complicare le cose è in parallelo il crescente segno più davanti ai contagi di influenza stagionale. Facciamo il punto sulla situazione riassumendo alcune osservazioni di carattere generale utili a proteggere i soggetti a rischio.

Come sta andando la diffusione del coronavirus?

A guardare l’ultimo monitoraggio di ministero della Salute e Istituto superiore di sanità, relativo al periodo 7-13 dicembre, sono in lieve calo i nuovi casi positivi (pari a 56.404, -3,8% rispetto alla settimana precedente quando erano 58.637) e scende anche l’incidenza (94 casi per 100.000 abitanti), ma aumentano i decessi (316, +1%) ed anche i ricoveri. Il tasso di occupazione in area medica relativo al 13 dicembre è infatti pari all’11,9% (7.426 ricoverati) rispetto al 10, 7% del 6 dicembre ed il tasso di occupazione in terapia intensiva è al 2,7% (240 ricoverati) rispetto al 2,5% (219 ricoverati) del 6 dicembre.

Loading...

Che protezione assicurano i vaccini verso le varianti in circolazione?

«Tutti i vaccini anti-Covid approvati continuano a proteggere contro la malattia grave e la morte. Questo vale per tutte le varianti circolanti, inclusa Jn.1». L’epidemiologa Maria Van Kerkhove, responsabile tecnico per il Covid all’Organizzazione mondiale della sanità, in un video diffuso dall’Oms su X fa il punto sul boom di infezioni respiratorie osservato a livello globale. «Non circola solo il Covid», spiega l’esperta, «abbiamo l’influenza, altri virus e batteri. In alcune zone del mondo stiamo entrando nei mesi invernali e ovunque le persone iniziano a riunirsi per le festività natalizie, trascorrendo più tempo in ambienti chiusi. Specie se la ventilazione è scarsa, questi patogeni trasmissibili per via aerea ne trarranno vantaggio. Covid è fra le infezioni in aumento, per una serie di fattori». SARS-CoV-2 non arresta la sua evoluzione. I sottolignaggi Xbb rappresentano circa il 68% delle sequenze condivise globalmente. L’altro gruppo sono i sottolignaggi Ba.2.86, la famiglia Pirola, «ma probabilmente il più degno d’attenzione è Jn.1. Può causare l’intero spettro della malattia, dall’infezione asintomatica fino alla malattia grave e alla morte, in modo simile a quanto osservato con altri sottolignaggi Omicron».

Per i fragili sarà più prudente evitare baci e abbracci?

Nelle festività natalizie non serve rinunciare a baci e abbracci ma proteggere i fragili attraverso la vaccinazione. Per Francesco Vaia, direttore generale della Prevenzione del ministero della Salute, «non c’è nessuna ragione di modificare i comportamenti» dal momento che «tutti gli indicatori epidemiologici ci dicono che non c’è per il momento motivo di temere un’ondata di casi. L’aumento era previsto. Non c’è necessità di inasprire le misure di contenimento. Proteggiamo le persone fragili non esponendole al rischio di contagio». I vaccini sono dei salvavita per gli over 65: un aumento dei livelli di copertura, sia per l’influenza sia per il Covid ed altri virus - sostiene la Società italiana di geriatria - potrebbe evitare 1.500 morti l’anno. La vaccinazione è la vera arma di protezione per le categorie più esposte, considerando che la crescita di contagi da Covid «continuerà per almeno tre settimane e ai primi di gennaio avremo probabilmente il picco con 400-500 morti alla settimana», secondo i calcoli del virologo Fabrizio Pregliasco.

In quali situazioni sono consigliabili le mascherine?

L’uso della mascherina è sollecitato per le persone ad alto rischio di patologie gravi limitatamente agli spazi pubblici affollati. Si tratta di uno dei consigli che l’Ecdc, Centro europeo per il controllo delle malattie, ha rivolto agli Stati membri sulla base di un aggiornamento epidemiologico pubblicato pochi giorni fa. Le misure sono volte a mitigare l’impatto di Covid, influenza e virus respiratorio sinciziale (Rsv), ma anche di altri agenti patogeni come il mycoplasma pneumoniae.

Fare un tampone prima dei festeggiamenti dà sicurezza?

«Il tampone per SARS-CoV-2 non dà la certezza che il virus non sia in incubazione. E farlo prima del cenone in famiglia può dare una falsa sicurezza. Il vaccino è il vero strumento di prevenzione per proteggere i fragili e gli anziani». Silvestro Scotti, segretario nazionale della Federazione dei medici di medicina generale (Fimmg), rispetto alle precauzioni per tutelare i nonni e le persone più vulnerabili durante i festeggiamenti natalizi puntualizza l’importanza di evitare comunque con loro «contatti troppo ravvicinati e arieggiare sempre le stanze». Il clima più mite in arrivo per le festività sarà d’aiuto. «Ma resta importante, con la circolazione non solo del Covid, ma anche delle tante infezioni respiratorie, ricordare alcuni gesti semplici come lavare le mani e, in caso di sintomi, utilizzare la mascherina vicino ai più fragili».

Influenza, Sigg: preoccupante calo delle vaccinazioni

Quali le più efficaci norme igieniche da seguire?

«In questi giorni non dimenticare le norme igieniche che abbiamo ben conosciuto durante la pandemia, a partire dal lavaggio delle mani e solo nel caso non si possano lavare utilizzare gli igienizzanti», sottolinea ancora Vaia ricordando i comportamenti opportuni da ritrovare. Secondo Federfarma, le vendite in farmacia di igienizzanti e di mascherine sono in leggera ripresa. Igienizzare le mani è importante «quando si trascorre molto tempo fuori casa, in luoghi pubblici e, soprattutto, nell’attuale contesto epidemico da SARS-CoV-2 - ricorda il ministero sul proprio sito - Con l’igiene delle mani è possibile rimuovere i germi patogeni presenti sulla cute, attraverso un’azione meccanica. Ma non basta aprire il rubinetto e passare le mani sotto il getto dell’acqua per eliminare il problema. Serve utilizzare il sapone e l’acqua corrente; è meglio usare sapone liquido contenuto in un dosatore, rispetto alla saponetta, dove per contatto possono rimanere i nostri germi; il sapone liquido non è esposto all’aria e quindi non permette ai germi di proliferare, come invece può accadere sulla superficie della saponetta; poi il sapone su entrambi i palmi delle mani e strofinare sul dorso, tra le dita e nello spazio al di sotto delle unghie (dove si annidano più facilmente i germi) per almeno 40-60 secondi».

Come saranno gestiti l’accesso e il ricovero in ospedale per i pazienti con sintomi respiratori?

È tornata l’indicazione per i test alle persone con sintomi SARS-CoV-2 che accedono alle strutture sanitarie. L’obiettivo indicato da una nuova circolare ministeriale è di ampliare e potenziare il monitoraggio dei virus per andare a rintracciare tutte le malattie respiratorie che stanno circolando. In ospedali e Rsa, per le persone che presentano sintomi con quadro clinico compatibile con il Covid, «è indicata l’effettuazione di test diagnostici per SARS-CoV-2, virus influenzali, virus respiratorio sinciziale (Vrs), rhinovirus, virus parainfluenzali, adenovirus, metapneumovirus, bocavirus e altri coronavirus umani diversi dal SARS-CoV-2, come indicato dagli organismi internazionali, Oms e Ecdc».

Come si possono scongiurare le conseguenze peggiori dell’infezione?

Una buona misura è in ogni caso rimanere a casa quando si è malati. Sempre dall’Ecdc arriva la raccomandazione di «ricordare ai medici che, quando indicato, l’uso precoce di trattamenti antivirali» per Covid e influenza può prevenire la progressione verso la malattia grave nei gruppi vulnerabili e «che può essere presa in considerazione la profilassi Rsv (virus respiratorio sinciziale, ndr) per i neonati, in conformità con le linee guida nazionali». Ma qui occorre essere tempestivi, essendo il trattamento possibile solo entro un periodo ben definito dal momento del manifestarsi dell’infezione. Quanto al ricorso agli antibiotici per le infezioni respiratorie batteriche, esso dovrebbe seguire una valutazione medica, precisano gli esperti, «poiché gli antibiotici non trattano le infezioni virali».

Copyright reserved ©
Loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti