Nuove frontiere

Matera, il Centro Asi promuove il Museo permanente dello Spazio

La struttura sarà realizzata con Fondi dell’Agenzia spaziale italiana, risorse del Pnrr, fondo complementare e Fesr: sarà aperta al pubblico e punterà a far conoscere la strategicità del settore industriale italiano e ad avvicinare i giovani

di Luigia Ierace

A Matera. Antenna Very Long Baseline Interferometry (VLBI) del Centro spaziale Asi

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Il Centro spaziale Asi di Matera investirà su un Museo permanente dello spazio. «Sarà un centro aperto al pubblico per ampliare le attività di divulgazione scientifica, avvicinare le giovani generazioni al mondo della ricerca, della tecnologia e delle discipline scientifiche, e per far comprendere a tutti il ruolo e l’importanza del settore spaziale di cui siamo tra i leader a livello mondiale». Lo ha ribadito il presidente dell’Asi, Teodoro Valente, sottolineando che «l’Agenzia Spaziale Italiana punta molto sulla base lucana che, per la sua posizione strategica al centro del Mediterraneo, potrà candidarsi a polo di sviluppo delle tecnologie spaziali per il sud Italia e per i paesi del Mediterraneo allargato».

Ammontano a circa 200 milioni gli investimenti sui progetti che insistono su Matera con contributi dai fondi tradizionali di finanziamento dell’ASI, fondi PNRR, fondo complementare e fondi regionali FESR.

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«Lo stato di salute e la sostenibilità dell’intera area geopolitica sono di primaria importanza e strettamente legati allo sviluppo e alla resilienza del nostro Paese. Le tecnologie spaziali possono essere un importante fattore abilitante. Con l’ampliamento della base e la realizzazione di un polo museale – ha detto Valente – vogliamo mettere in rete e a disposizione di università, centri di ricerca e imprese, un laboratorio dove ideare e sperimentare nuove soluzioni. È un obiettivo di alto profilo per il quale stiamo lavorando alacremente».

Il polo di Matera è già un centro di grande importanza per le discipline di osservazione della terra, geodesia, space traffic management e tracciamento dei rifiuti spaziali, comunicazioni quantistiche, ma ora l’obiettivo è dargli una maggiore rilevanza internazionale. «Lo spazio è un settore economico trainante che ha fondamentali ritorni per la vita quotidiana. Benefici – ha ricordato Valente - che non sono sempre visibili in maniera tangibile mentre gli effetti sono profondamente radicati nel nostro modo di vivere e di lavorare». Di qui l’importanza di un museo, guardando ai giovani, sempre più affascinati dalla ricerca in ambito spaziale, ma anche al grande pubblico non specialistico.

«È importante far comprendere che l’Italia ha nell’economia spaziale un pilastro fondamentale del Made in Italy, destinato a giocare un ruolo di sempre maggiore rilievo nello sviluppo dell’economia nazionale. Il settore – ha detto ancora il presidente dell’Asi - può contare su eccellenze di livello mondiale in campo scientifico e tecnologico e su risorse importanti, che generano grandi opportunità ma anche grandi responsabilità».

Il programma di attuazione prevede la conclusione di tutti i progetti del PNNR entro il secondo trimestre 2026, ma alcune funzioni sono già disponibili. In particolare, quella della disponibilità dei dati dell’osservazione della terra accessibili agli utenti, che è già attivata per la parte finanziata con fondi nazionali per i dati della missione COSMO SkyMed. «Tutti i progetti – ha spiegato, infatti, Valente - sono nella fase di sviluppo ingegneristico e stanno entrando in quella realizzativa. Il potenziamento della struttura di Matera permetterà, nel giro di poco tempo, di lavorare a nuovi progetti quali quelli dell’osservazione della terra». Va sottolineata, ad esempio, l’importanza, dello Space Lab di Matera, un vero e proprio Hub multidisciplinare e collaborativo per lo studio e la soluzione di problemi che riguardano la collettività, attraverso l’utilizzo di tecnologie basate sullo sfruttamento dei dati satellitari. «Le ricadute sul territorio saranno importanti. Le nuove infrastrutture – ha ribadito Valente - andranno a generare una capacità di dar vita a nuove aziende e servizi di commercializzazione e vendita di prodotti in ambito istituzionale e commerciale. A 40 anni dalla nascita, il Centro Spaziale dell’ASI è pronto a un ulteriore rinnovamento e a rendere l’industria italiana più innovativa e competitiva».

Cresce l’interesse verso l’osservazione dello spazio: in Basilicata sono presenti diversi osservatori e planetari, ma non si punta solo alla divulgazione. Da polo di riferimento per i dati dell’osservazione della Terra, il Centro spaziale Asi di Matera sarà sempre più rilevante anche nel settore della difesa Planetaria. «È uno dei campi innovativi sui quali Matera avrà competenze centrali – ha ricordato il Presidente dell’Asi -. Un asset fondamentale nel settore cruciale della sorveglianza spaziale, che sarà in forte ascesa anche grazie all’installazione di una rete di telescopi Flyeye per l’identificazione e la catalogazione dei detriti in orbita. I telescopi saranno installati entro il 2026 a Matera e in altre tre aree del globo per realizzare una copertura completa del Cielo. La rete sarà pienamente operativa a partire dal 2026, questo darà un forte posizionamento strategico all’Italia». Il monitoraggio dei cosiddetti rifiuti, la cui larga presenza può creare seri problemi di sicurezza per gli asset in orbita è tra i punti cardine sull’agenda anche del G7 a conduzione italiana, in continuità con la presidenza giapponese.

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