Mediaset, il risarcimento da Vivendi per il caso Premium si ferma a 1,7 milioni
Due sentenze su tre favorevoli a Vivendi emesse dal Tribunale di Milano. E il risarcimento di oltre 3 miliardi richiesto da Mediaset e Fininvest si ferma a 1,7 milioni
di Andrea Biondi
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Due sentenze su tre integralmente favorevoli a Vivendi. E alla fine il risarcimento di oltre 3 miliardi richiesto da Mediaset e Fininvest (nominalmente si arriva attorno ai 6 miliardi, ma con richieste frutto in gran parte di duplicazione) si ferma alla ben differente somma di 1,7 milioni. Il Tribunale di Milano sezione civile ha emesso la sentenza sulle cause Mediaset-Vivendi accertando l'inadempimento da parte di Vivendi sulla causa del contratto Premium, ma respingendo le altre istanze di Mediaset-Fininvest sulla violazione dei patti parasociali e sulla concorrenza sleale per la scalata dei francesi nel capitale di Mediaset di fine 2016.
Per quanto riguarda la causa Premium, il Tribunale - si legge in una nota del Tribunale firmata dal presidente della XV sezione Civile Angelo Mambriani - ha accertato l'inadempimento agli obblighi riguardanti il contratto Premium del 2016 condannando Vivendi a risarcire in favore di Mediaset 1,2 milioni e 514mila euro in favore di RTI (controllata di Mediaset).
In merito alle altre due cause intentate da Mediaset a Vivendi (difesa fra gli altri dagli avvocati dello studio Cleary Gottlieb Giuseppe Scassellati Sforzolini, Ferdinando Emanuele, Roberto Argeri) il Tribunale ha respinto le richieste ritenendo che «l'operazione di acquisto, da parte di Vivendi, di azioni Mediaset a partire dal dicembre 2016 per un quantitativo complessivamente di poco inferiore al 30% del capitale non sia avvenuto in violazione delle previsioni del contratto stipulato l' 8 aprile 2016 e risoltosi il 30 settembre 2016». Il Tribunale ha ritenuto inoltre che l'operazione «non possa essere ritenuta illegittima ai sensi dell'art. 43, comma 11, D. Lgs. 177/2003 (Tusmar), norma non più applicabile nell'ordinamento italiano nella sua formulazione originaria in ragione delle statuizioni di cui alla sentenza della Corte Europea di Giustizia del 3 settembre 2020 in causa n. 719/18» e «che l'operazione non integra le contestate condotte di concorrenza sleale».
La prima causa su cui si è pronunciato il Tribunale di Milano è quella relativa al mancato rispetto del contratto sulla cessione di Mediaset Premium da Cologno Monzese ai francesi, definita con l'accordo preliminare dell'8 aprile 2016 e poi non completata per il ripensamento di Vivendi. La seconda e la terza causa, intentate anche dall'azionista Fininvest, riguardavano gli acquisti di Vivendi nel capitale di Mediaset fino ad arrivare a sfiorare il 30% del capitale avvenuti nell'autunno del 2016: Mediaset e Fininvest hanno contestato la violazione del patto parasociale stabilito nell'ambito del contratto Premium (che obbligava Vivendi a non salire oltre il 3,5% in Mediaset), la violazione delle norme del Testo unico del sistema radiotelevisivo in materia di concentrazione e la concorrenza sleale. Contestazioni integralmente respinte dal Tribunale
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