Verso il Consiglio europeo

Meloni in aula, sulla difesa compromesso nella maggioranza: non si cita il riarmo

Nella risoluzione di maggioranza sono stati evitati riferimenti espliciti, e potenzialmente divisivi, al ReArm Europe, limitando l’input a rafforzare la capacità operativa degli Stati Ue nel quadro dell’alleanza Nato

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Rafforzare la sicurezza interna ed esterna dell’Unione, ma nell’ottica di un’alleanza Nato dalla quale non si può prescindere. E stando ben attenti a non mettere a repentaglio le finanze pubbliche. Un obiettivo che si potrà raggiungere anche tramite l’introduzione di piani di garanzia pubblica per il finanziamento degli investimenti sia nell’industria della difesa sia nei settori tecnologici, logistici ed infrastrutturali, così come proposto dall’Italia in sede Ecofin dello scorso 11 marzo, dove è stata accolta con favore la proposta del ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti per uno strumento con garanzie europee capace di innescare investimenti privati fino a 200 miliardi di euro nella difesa. Questo sarà il cuore della risoluzione con la quale il centrodestra approverà le comunicazioni al Senato della premier Giorgia Meloni, in vista del Consiglio europeo di Bruxelles del 20-21 marzo.

Il compromesso

Un compromesso per cui nel centrodestra si esclude il rischio di crepe interne, sottolineando invece che le opposizioni andranno divise all’appuntamento. Anche il Pd va verso una sintesi al proprio interno per evitare nuove divisioni dopo quella sulla risoluzione al Parlamento europeo, che sarà invece il testo riproposto alle Camere da Azione. Avs e M5s ribadiranno il “no al riarmo”.

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La quadra nella maggioranza

Nella risoluzione di maggioranza sono evitati riferimenti espliciti, e potenzialmente divisivi, al ReArm Europe, limitando l’input a rafforzare la capacità operativa degli Stati Ue nel quadro dell’alleanza Nato. Nella risoluzione, sulla guerra in Ucraina è stata scelta una poi formula che comprende il lavoro con Ue, Usa e i tradizionali alleati per arrivare a una pace che rispetti il diritto internazionale, insieme a Kiev.

Salvini sente Meloni: Lega collante della maggioranza

Trovata la quadra nella maggioranza, sono rimaste alcune incognite legate al fatto che la risoluzione del M5s, nella parte in cui si oppone al piano di riarmo europeo, si avvicina alle posizioni dei leghisti, che però hanno garantiscono di seguire i pareri del governo. «Questa mattina il Vicepremier e Ministro Matteo Salvini ha sentito la Presidente Giorgia Meloni prima del suo intervento in Senato per farle l’in bocca al lupo. Meloni e Salvini, in un clima come sempre cordiale e amichevole, hanno scherzato sugli ennesimi retroscena che raccontano di presunti litigi. Salvini ha ribadito a Meloni che la Lega è “il collante della maggioranza”» riferisce una nota degli staff, in cui «si ribadisce che Meloni e Salvini si sentono tutti i giorni dall’inizio della legislatura e continueranno a farlo. Salvini, come annunciato da giorni, è all’estero tra Varsavia e Bruxelles per lavorare ai dossier-infrastrutture».

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