Chi è Chico Forti, l’italiano detenuto in Florida. Meloni: «Sarà trasferito in Italia»
Chi è Chico Forti, l’italiano detenuto in Florida che sarà trasferito in Italia
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Chico Forti sarà trasferito in Italia. «Sono felice di annunciare che dopo 24 anni di detenzione negli Stati Uniti è stata firmata l’autorizzazione al trasferimento in Italia di Chico Forti, un risultato frutto dell’impegno diplomatico di questo governo della collaborazione con lo Stato della Florida e con il governo degli Stati Uniti che ringrazio. È un giorno di gioia per Chico, per la sua famiglia, per tutti noi, lo avevamo promesso lo abbiamo fatto e ora aspettiamo in Italia Chico Forti». Così in un video diffuso a Washington la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni. La premier ha poi incontrato alla Casa Bianca il presidente degli Stati Uniti, Joe Biden .
Tajani, rientro di Forti successo di governo e diplomazia
La notizia è stata commentata anche dal ministro degli Affari esteri, Antonio Tajani. «La firma ottenuta oggi dal Presidente del Consiglio Giorgia Meloni per l’autorizzazione al trasferimento di Chico Forti - ha sottolineato in un messaggio su X - è uno straordinario risultato del Governo e della diplomazia italiana. Orgoglioso dei nostri funzionari. In silenzio continuiamo a raggiungere risultati importanti». “È un’ottima notizia, frutto anche dell’impegno e della serietà del governo. Altra promessa mantenuta”, ha aggiunto il Ministro delle infrastrutture, Matteo Salvini.
L’ex produttore che si è sempre dichiarato vittima di un errore giudiziario
Enrico Forti, detto “Chico”, oggi ha 65 anni. Produttore televisivo, ex campione di windsurf, imprenditore e organizzatore di eventi, nei primi anni Novanta si trasferisce negli Stati Uniti. Lì conosce Heather Crane, diventata poi sua moglie e madre dei suoi tre figli. Nel 1998, Forti viene arrestato per l’omicidio, con un colpo d’arma da fuoco alla testa, dell’uomo d’affari australiano, Dale Pike, il cui cadavere venne ritrovato il 15 febbraio 1998 su una spiaggia a Miami senza vestiti per simulare un omicidio a sfondo omosessuale. Nel 2000, la condanna di Forti all’ergastolo dal Tribunale della Florida.
Pike era volato nella città della Florida per discutere una proposta di accordo tra Forti e suo padre, Anthony Pike, che aveva accettato di vendergli un resort a Ibiza diventato famoso durante gli anni ’80, quando il cantante dei Queen Freddie Mercury festeggiò lì il suo 41esimo compleanno. Secondo l’accusa, Tony Pike soffriva di demenza e Forti avrebbe tentato di raggirarlo. Forti viene accusato di aver partecipato a un felony murder , un omicidio cioè commesso durante l’esecuzione di altro crimine (secondo l’accusa il movente era una truffa di Forti ai danni di Anthony Pike). Messo alle strette, Forti ammise di aver prelevato Pike all’aeroporto, ma ha sempre negato di avergli sparato, affermando di averlo lasciato in un ristorante. Una prova chiave utilizzata per collegare Forti all’omicidio è stata la sabbia trovata nella sua macchina, una sabbia tipica della spiaggia dove è stato trovato il corpo.
La condanna all’ergastolo
Dopo la condanna all’ergastolo, Forti viene rinchiuso in un carcere di massima sicurezza vicino a Miami. L’imprenditore si è sempre dichiarato vittima di un errore giudiziario e ha iniziato una lunga battaglia legale per cercare quantomeno di tornare in Italia. Battaglia che con il tempo è diventata anche politica e in suo favore si sono susseguiti pure appelli e messaggi di solidarietà di personaggi dello spettacolo e inchieste televisive per dimostrarne l’innocenza.

