Rimpatrio di Almasri, avviso di garanzia per Meloni, Piantedosi, Nordio e Mantovano
La premier in un video: «Io penso che valga oggi quello che valeva ieri, non sono ricattabile non mi faccio intimidire, è possibile che per questo sia invisa a chi non vuole che l’Italia cambi e diventi migliore ma anche e soprattutto per questo intendo andare avanti per la mia strada a difesa degli italiani soprattutto quando è in gioco la sicurezza della nazione. A testa alta e senza paura»
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I punti chiave
- Meloni: non sono ricattabile e non mi faccio intimidire
- Meloni e ministri denunciati per favoreggiamento-peculato
- Li Gotti, presentato denuncia,iscrizione è atto dovuto
- Meloni e ministri indagati, atti al Tribunale dei Ministri
- Anm, nessun avviso garanzia, la politica ha frainteso
- Piantedosi e Nordio indagati, salta l’informativa su Almasri
- Barbara Berlusconi: legittimo sospetto di giustizia a orologeria
- Le reazioni politiche. Salvini: «Vergogna, subito riforma giustizia»
- Tajani: «Dai giudici un attacco al Governo»
- Crosetto, opposizione giudiziaria maggior avversario
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- Malan, avviso a Meloni è attacco dei Pm al governo
- Renzi, Meloni cavalcherà avviso di garanzia per fare la vittima
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- Conte, da Meloni sempre e solo complottismo e vittimismo
- Bonelli (Avs), Meloni non faccia la vittima, ha violato la legge
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La premier Giorgia Meloni, il ministro della Giustizia Carlo Nordio e quello dell’Interno Matteo Piantedosi e il Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri Alfredo Mantovano sono stati iscritti nel Registro degli indagati dalla Procura di Roma nell’ambito del caso del rimpatrio del libico Almasri. Nei giorni scorsi la Corte penale internazionale ha chiesto spiegazioni all’Italia per il rilascio dell’uomo.
«La notizia di oggi è questa - ha annunciato la stessa Meloni in un video - : il procuratore della Repubblica Francesco Lovoi, lo stesso del fallimentare processo a Matteo Salvini per sequestro di persona mi ha appena inviato un avviso di garanzia per i reati di favoreggiamento e peculato in relazione alla vicenda del rimpatrio del cittadino Almasri avviso di garanzia inviato anche al ministro Carlo Nordio, Matteo Piantedosi e Alfredo Mantovano presumo al seguito di una denuncia che è stata presentata dall’avvocato Luigi Li Gotti ex politico di sinistra molto vicino a Romano Prodi conosciuto per avere difeso pentiti del calibro di Buscetta, Brusca e altri mafiosi».
Meloni: non sono ricattabile e non mi faccio intimidire
«Io penso - ha aggiunto Meloni - che valga oggi quello che valeva ieri, non sono ricattabile non mi faccio intimidire, è possibile che per questo sia invisa a chi non vuole che l’Italia cambi e diventi migliore ma anche e soprattutto per questo intendo andare avanti per la mia strada a difesa degli italiani soprattutto quando è in gioco la sicurezza della nazione. A testa alta e senza paura».
Meloni e ministri denunciati per favoreggiamento-peculato
Il procedimento che ha portato la Procura di Roma all’iscrizione nel registro degli indagati della premier, dei ministri Nordio e Piantedosi e il sottosegretario Alfredo Mantovano, nasce da un esposto presentato dall’avvocato Luigi Li Gotti in cui si ipotizzano i reati di favoreggiamento e peculato in relazione alla vicenda del rimpatrio del generale libico Almasri. Nella denuncia si chiede ai pm di piazzale Clodio che vengano «svolte indagini sulle decisioni adottate e favoreggiatrici di Almasri, nonché sulla decisione di utilizzare un aereo di Stato per prelevare il catturato (e liberato) a Torino e condurlo in Libia».
Nella denuncia, trasmessa il 23 gennaio scorso, Li Gotti, citando i reati, ricorda che secondo il reato di favoreggiamento personale (art. 378 co.1 cod.pen.) «chiunque, dopo che fu commesso un delitto per il quale la legge stabilisce l’ergastolo o la reclusione, e fuori dei casi di concorso nel medesimo, aiuta taluno a eludere le investigazioni dell’Autorità, comprese quelle svolte da organi della Corte penale internazionale, o a sottrarsi alle ricerche effettuate dai medesimi soggetti, è punito con la reclusione fino a quattro anni». Il penalista denuncia la premier e i ministri in relazione «alla liberazione di Osama Almasri, catturato su mandato della Corte Penale Internazionale, con l’accusa di tortura, assassinio, violenza sessuale, minaccia, lavori forzati, lesioni in danno di un numero imprecisato di vittime detenute in centri di detenzione libiche».

