Meloni: «Non possiamo gestire da soli i flussi migratori. Sui rimpatri serve impegno Ue»
La presidente del Consiglio rilancia l’esigenza di un’effettiva attuazione degli impegni presi dall’Europa attraverso la cooperazione migratoria con i partner africani. «L’Italia sia promotrice di un piano Mattei per l’Africa»
di Ce.Do.
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I punti chiave
- Il richiamo: non possiamo gestire da soli flussi migratori
- Oltre 94mila arrivi di migranti dall’inizio dell’anno
- Ue rispetti impegni presi da troppo tempo
- Italia sia promotrice di un piano Mattei per l’Africa
- La stabilizzazione della Libia tra le priorità più urgenti
- Mediterraneo allargato colonna della sicurezza energetica
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«L’Italia è fortemente impegnata con questo governo a rafforzare il suo ruolo nel Mediterraneo. Abbiamo di fronte troppe sfide epocali. L’Italia si è fatta da sempre promotrice di un approccio costruttivo». Dal palco dei Med Dialogues, promossi dal ministero degli Affari esteri e dall’Ispi, la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, rilancia lo sforzo di collaborazione con tutta l’area del Mediterraneo, tassello strategico delle mosse dell’esecutivo. «Per l’Italia è importante il dialogo. Dobbiamo anche dirci che, se vogliamo, l’Italia è stata un precursore di questa strategia come dimostra molto bene questa Conferenza».
Il richiamo: non possiamo gestire da soli flussi migratori
Poi lo sguardo si sposta sulle politiche migratorie e sulla presa di posizione dell’Italia che, intervenendo all’appuntamento internazionale, giunto all’ottava edizione, la presidente del Consiglio torna a ribadire. «Una delle principali sfide è quella delle migrazioni. Il Mediterraneo ha bisogno di essere percepito non come un luogo di morte causato da trafficanti di vite umane. Ovviamente ci vuole più Europa sul fronte Sud come l’Italia rivendica da tempo: noi da soli non possiamo gestire un flusso con dimensioni ingestibili».
Oltre 94mila arrivi di migranti dall’inizio dell’anno
Meloni snocciola quindi i numeri dello sforzo italiano sul fronte migratorio. «Con oltre 94mila arrivi dall’inizio di quest’anno, l’Italia insieme agli altri Paesi di primo ingresso, sta sostenendo l’onere maggiore nella protezione delle frontiere esterne europee di fronte al traffico di esseri umani nel Mediterraneo». Di recente, precisa, «per la prima volta, la rotta del Mediterraneo centrale è stata considerata prioritaria in un documento della Commissione europea, e io - ha aggiunto - considero questa una vittoria. Non era mai accaduto e probabilmente non sarebbe accaduto se l’Italia non avesse posto due questioni: il rispetto della legalità internazionale e la necessità di affrontare il fenomeno delle migrazioni a livello strutturale».
Ue rispetti impegni presi da troppo tempo
È necessario, è l’appello rivolto dalla premier all’Europa, «un impegno comune di tutti, degli Stati dell’Unione Europea da un parte e degli Stati della sponda sud del Mediterranea dall’altro. È per questo che noi chiediamo che l’Europa rilanci una effettiva attuazione degli impegni presi da troppo tempo, attraverso una cooperazione migratoria con i nostri partner dell’Africa e del Mediterraneo, che devono essere maggiormente coinvolti nella prevenzione e nel contrasto al traffico di esseri umani».
Italia sia promotrice di un piano Mattei per l’Africa
«La nostra prosperità non è possibile se non c’è quella anche dei nostri vicini - prosegue ancora Meloni -. Nel mio discorso di insediamento alle Camere ho parlato della necessità che l’Italia si faccia promotrice di un piano Mattei per l’Africa, un modello virtuoso di crescita per l’Ue e per le nazioni africane, rispettosa dei reciproci interessi, fondata su uno sviluppo che sappia valorizzare le potenzialità di ciascuno», in modo che l’Italia «non abbia una postura predatoria nei confrotni delle altre nazioni ma cooperativa». Rappresentare una nazione guida, insiste la presidente del Consiglio, «è il ruolo che ci piacerebbe avere» anche «per contrastare il dilagare del radicalismo estremista soprattutto nell’area sub-sahariana».

