Le mosse del Governo

Meloni torna dalle vacanze: migranti e manovra i primi dossier

Già lunedì 28 agosto si comincerà ad affrontare il tema delle misure che entreranno nella legge di bilancio. Ma un passaggio importante sarà l’incontro tra la premier e i capigruppo di maggioranza, che si svolgerà lunedì 4 settembre

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Lunedì 28 agosto il primo consiglio dei ministri dopo la pausa estiva, poi sette giorni più tardi una riunione di maggioranza con i capigruppo per definire le linee guida della manovra. È un rientro subito ad alti ritmi quello che attende la presidente del Consiglio, che ha lasciato la masseria di Ceglie Messapica e concluso le vacanze in Puglia. E sarà un rientro all’insegna di temi “caldi”, dalla legge di bilancio alle nuove regole in materia di gestione dei flussi migratori. Due dossier che chiamano direttamente in causa le relazioni dell’Italia con la Ue.

Il ritocco alla squadra

Dopo due settimane lontana da Roma, si prospetta dunque una rapida full immersion verso un autunno che per sua stessa ammissione non sarà semplice. Forse anche in quest’ottica ha dato un ritocco alla sua squadra, promuovendo la sorella Arianna a capo della segreteria politica con la responsabilità delle adesioni a FdI, e affidando a Giovanbattista Fazzolari, già sottosegretario all’attuazione del programma, il compito di tenere allineata e coordinata la comunicazione fra gli uffici della stessa presidente del Consiglio, di Palazzo Chigi, del governo e del partito.

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«Al lavoro per un’Italia che pensi di nuovo in grande»

«Di ritorno a Palazzo Chigi, ci tengo a ringraziare gli abitanti di Ceglie Messapica e tutti gli amici pugliesi per l’ospitalità di questi giorni nella loro meravigliosa terra. Al lavoro per costruire un’Italia che torni a pensare in grande, a essere consapevole del suo valore e delle sue potenzialità ancora inespresse» scrive su Facebook la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, pubblicando una sua foto in cui prende appunti su un blocchetto di post-it.

(ANSA/UFFICIO STAMPA PALAZZO CHIGI/FILIPPO ATTILI)

La partita della manovra

All’orizzonte ci sono scelte su cui la narrativa politica sarà fondamentale, a partire dalla legge di bilancio e dalla ratifica del Mes, senza dimenticare la modifica del Patto di stabilità. Per quanto riguarda la manovra, è caccia alla risorse: servono dai 25 ai 30 miliardi. I partiti del centrodestra premono per aumentare il deficit ma il ministero dell’Economia, con il responsabile Giancarlo Giorgetti, frena. Già lunedì si comincerà ad affrontare il tema nella riunione di governo. Ma un passaggio importante sarà l’incontro tra la premier e i capigruppo di maggioranza, che si svolgerà lunedì 4 settembre. Finora i 6-7 miliardi disponibili offrono una coperta molto corta e gli spazi cui si guarda per allargarla consentirebbero di arrivare a coprire solo metà dell’intera legge di bilancio. Una strada dunque in salita, che potrebbe essere resa più ardua da diverse variabili, dall’andamento dell’economia al negoziato in Europa sul nuovo Patto di stabilità, fino alle pressioni dei partiti per inserire le proprie misure bandiera. Una sfida non facile per il governo.

Migranti, sbarchi più che raddoppiati nel 2023

Migranti, allo studio misure per accelerare i rimpatri degli irregolari

C’è poi il capitolo migranti. Sullo sfondo, le parole del delegato dell’Anci sull’immigrazione Matteo Biffoni che, per descrivere cosa sta succedendo nelle varie città italiane in merito all’accoglienza dei migranti e in particolar modo per quella che riguarda i minori, ha lanciato l’allarme: «Siamo sull’orlo del tracollo». Il sistema dell'accoglienza rischia di raggiungere il suo limite di capacità. A stretto giro, probabilmente a settembre il piano messo a punto dal ministro dell'Interno Matteo Piantedosi approderà sul tavolo del Consiglio dei ministri. Il piano prevede, tra l'altro, un'accelerazione sui rimpatri degli irregolari. In particolare il testo, ha spiegato Nicola Molteni, sottosegretario leghista al Viminale, prevede un «giro di vite e una stretta sulle espulsioni degli irregolari con elevato profilo criminale e soggetti violenti. Norme per tutelare e proteggere le forze di polizia dalle aggressioni e per affrontare il fenomeno delle baby gang. Ci potrebbe anche essere un tagliando sulla Legge Zampa sui minori stranieri non accompagnati».

Schlein a Meloni: su violenza di genere lavoriamo insieme

E sulla violenza di genere arriva un’offerta della segretaria Pd alla premier. “Sono giorni in cui leggiamo notizie tragiche di femminicidi e di episodi di stupri e di violenza di genere. Io vorrei fare appello alla presidente del consiglio Giorgia Meloni: questo non è un tema su cui utilizzare la solita dialettica tra le forze politiche. Vorrei che lavorassimo tutti insieme per fare un un grande investimento, che serve, di prevenzione, oltre che sulle misure di repressione su cui abbiamo dato la nostra disponibilità a lavorare” propone Elly Schlein, a margine della Festa del Pd di Modena. “Il mio appello è alla maggioranza e in particolare alla prima presidente del consiglio donna”, ha detto.

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