Mercati in crescita ma spunta l’ipotesi correzione: ecco le previsioni degli operatori
Prevale l'ottimismo sul futuro dei mercati, ma aumentano anche le possibilità di una correzione, dopo il rally di fine anno. In un contesto generalmente positivo e con la Bce che ha detto che manterrà la barra dritta sui tassi, il sondaggio Assiom Forex-Radiocor indica che i mercati vanno verso sei mesi di rialzi, con uno spread sotto controllo e un euro solido nei confronti del dollaro
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(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Borse attese ancora in crescita per i prossimi mesi, ma aumenta chi vede la possibilità di una correzione dopo il rally di fine anno, in un contesto tutto sommato tranquillo per lo spread, con il dollaro ancora debole e con i mercati che mostrano fiducia nelle scelte della Bce. È questo il quadro tracciato dal sondaggio di dicembre condotto da Assiom Forex fra i suoi associati, in collaborazione con Il Sole 24 Ore Radiocor.
Sale infatti dal 42% al 46% la percentuale di quanti prevedono rialzi nei prossimi sei mesi, rialzi che per il 3% potrebbero essere a doppia cifra (stessa percentuale del mese scorso) mentrescende al 36% dal 52% di un mese fa la percentuale di quanti si attendono mercati stabili. Torna ad aumentare con decisione, però, la percentuale di quanti vedono all'orizzonte ribassi: erano il 6% a novembre e aumenta fino al 18% a dicembre, con un 1% che prevede ribassi a doppia cifra. «Il rally di fine anno registrato sia dai governativi che dai titoli azionari inizia evidentemente a preoccupare gli operatori dei mercati finanziari, per i quali a questi livelli gli indici potrebbero iniziare a risultare abbastanza “tirati” - spiega il presidente di Assiom Forex Massimo Mocio -. Il timore che dopo l’euforia attuale ci possa essere una correzione è un rischio che risulta piuttosto percepito in questo finale d’anno».
Approccio Bce basato su dati è vincente per 64% operatori
«Nessun timore da parte degli intervistati per quel che riguarda il pericolo che la Bce rischi di non tenere il passo della Fed per quanto riguarda le nuove prospettive di politica monetaria - sottolinea Massimo Mocio - per il 64% degli operatori, infatti, l’approccio “data depending” di Eurotower è corretto e permetterà alla Banca centrale europea di reagire con maggior flessibilità ai mutamenti della situazione macroeconomica». La Bce ha indicato di voler tenere la barra dritta sui tassi, lasciandoli invariati e ha detto dopo l'ultima riunione di dicembre di non aver discusso di possibili tagli. Nel sondaggio, un 36% degli intervistati ha dichiarato che Francoforte rischia così di rimanere indietro rispetto al corso degli eventi visto che la Fed ha già inviato un chiaro messaggio ai mercati ipotizzando tre tagli nel corso del 2024, a fronte di un'inflazione in forte calo.
Cambi: 84% operatori vede euro stabile o in rialzo
«Rimane invece elevata la quota di chi crede che l’euro possa proseguire ad accumulare guadagni nei confronti del dollaro per i prossimi sei mesi - mette in evidenza il presidente di Assiom Forex - sono infatti previste in calo le quotazioni del biglietto verde, sulla base soprattutto della rapida discesa dei rendimenti dei governativi americani». Nel dettaglio, secondo il 47% degli operatori il cambio euro/dollaro nei prossimi mesi resterà sostanzialmente stabile (erano il 50% a novembre), mentre per un 36% degli intervistati la divisa unica potrebbe salire rispetto al biglietto verde e l'1% stima che il rialzo possa essere «forte». Il mese scorso a stimare un rialzo era il 39% degli operatori. Nel complesso, dunque, l'84% degli operatori vede un euro stabile o in rialzo rispetto al dollaro, contro l'89% di un mese fa. Sul fronte opposto sale dall'11% al 16% la percentuale di quanti vedono un euro in flessione rispetto alla divisa americana.
Per 79% operatori spread oscillerà tra 150 e 200 punti
Nessuna tensione in vista sullo spread nei prossimi mesi. Sale dal 70% al 79% la quota degli operatori che ritiene che il differenziale tra i titoli di Stato decennali e tedeschi rimarrà nella fascia di oscillazione compresa tra 150 e 200 punti. Due mesi fa questa previsione era condivisa solo dal 44% degli operatori. «Il rischio derivante dall’opposizione al Mes e il ritorno in auge del Patto di stabilità non si sono finora ripercossi nei prezzi del BTp - commenta Massimo Mocio - il cui differenziale di rendimento con il titolo tedesco di pari scadenza si è mantenuto stabilmente sotto i 200 punti per tutto il 2023 (fino a toccare il minimo di 155 punti base la scorsa settimana)».Tra gli intervistati sale, inoltre, dal 13% al 18% la percentuale di quanti ipotizzano un restringimento del differenziale fra 100 e 150 punti mentre sul fronte opposto crolla dal 17% al 3% la percentuale di quanti vedono la possibilità di uno sforamento stabile di quota 200 punti.

