Palantir e i fondi scardinano la Difesa. Serve un modello di mercato alternativo
di Claudio Antonelli
dal nostro inviato Gianluca Di Donfrancesco
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BERLINO - Lo strappo imposto da Washington su Ucraina, Nato e rapporti con l’Europa spingono la politica tedesca ad accelerare i tempi per una intesa su fondi speciali per la difesa e coalizione di Governo. Il probabile futuro cancelliere, Friedrich Merz, ha fretta: vuole che il suo partito (Cdu) e i socialdemocratici (Spd) raggiungano un accordo sulle risorse per l’esercito prima del vertice straordinario Ue di giovedì 6 marzo. Anche il leader della Spd, Lars Klingbeil, ha sottolineato che il suo partito è alla ricerca di un accordo rapido.
L’intesa coinvolgerebbe in un secondo momento i Verdi, per portarla al Bundestag entro il 25 marzo, prima che la “vecchia” Camera bassa sia sostituita dalla nuova, quella uscita dal voto del 23 febbraio e nella quale Die Linke ed Alternative für Deutschland (Afd) avrebbero i numeri per bloccare tutto. Per istituire un nuovo fondo speciale, rifinanziare quello esistente (o allentare il freno al debito), serve la maggioranza dei due terzi. E comunque c’è da mettere in conto un ricorso alla Corte costituzionale, sempre molto rigida.
Serve una convocazione straordinaria del Bundestag (c’è un solo precedente, durante la guerra nella ex-Jugoslavia - 1998). Il 3 marzo, media tedeschi hanno riportato che la Cdu aveva intenzione di farlo già lunedì 10 marzo. Ipotesi poi smentita dallo stesso Merz. I vertici della Spd non nascondono irritazione per le continue fughe in avanti a mezzo stampa.
Il pacchetto potrebbe essere ampliato, con un fondo per le infrastrutture da affiancare a un nuovo fondo per la difesa, in sostituzione di quello da 100 miliardi in scadenza entro il 2027. Una volta esaurito, mancheranno circa 28 miliardi per raggiungere l’obiettivo del 2% della Nato, già nel 2028.
Solo per il fondo per la difesa, circolano ipotesi di almeno 200 miliardi. Matthias Miersch, il segretario generale della Spd, ha detto che il suo partito vuole una spinta ampia sugli investimenti, includendo appunto le infrastrutture. Secondo stime di autorevoli economisti, potrebbero servire 300-400 miliardi per la difesa e fino a 500 per le infrastrutture. Molti analisti pensano che il target Nato (spesa per la difesa al 2% del Pil), che la Germania oggi rispetta grazie al fondo speciale, dovrà essere alzato al 3,5%. Berlino dovrebbe allora stanziare circa 150 miliardi all’anno, quasi tre volte superiore all’attuale dotazione di bilancio.