La Germania dopo il voto

Merz ha fretta sulla difesa e spinge per un accordo Cdu-Spd prima del vertice Ue. Risorse anche per le infrastrutture

Lo strappo di Washington su Ucraina, Nato ed Europa impone tempi stretti: i partiti della futura coalizione di Governo lavorano a un piano per approvare i finanziamenti nel vecchio Bundestag, prima che si insedi quello nuovo, dove Linke e Afd avrebbero la minoranza di blocco. La Spd spinge sulle infrastrutture. Rischio buco nei conti pubblici tra il 2025 e il 2028

dal nostro inviato Gianluca Di Donfrancesco

Friedrich Merz (AFP)

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BERLINO - Lo strappo imposto da Washington su Ucraina, Nato e rapporti con l’Europa spingono la politica tedesca ad accelerare i tempi per una intesa su fondi speciali per la difesa e coalizione di Governo. Il probabile futuro cancelliere, Friedrich Merz, ha fretta: vuole che il suo partito (Cdu) e i socialdemocratici (Spd) raggiungano un accordo sulle risorse per l’esercito prima del vertice straordinario Ue di giovedì 6 marzo. Anche il leader della Spd, Lars Klingbeil, ha sottolineato che il suo partito è alla ricerca di un accordo rapido.

Corsa contro il tempo

L’intesa coinvolgerebbe in un secondo momento i Verdi, per portarla al Bundestag entro il 25 marzo, prima che la “vecchia” Camera bassa sia sostituita dalla nuova, quella uscita dal voto del 23 febbraio e nella quale Die Linke ed Alternative für Deutschland (Afd) avrebbero i numeri per bloccare tutto. Per istituire un nuovo fondo speciale, rifinanziare quello esistente (o allentare il freno al debito), serve la maggioranza dei due terzi. E comunque c’è da mettere in conto un ricorso alla Corte costituzionale, sempre molto rigida.

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Serve una convocazione straordinaria del Bundestag (c’è un solo precedente, durante la guerra nella ex-Jugoslavia - 1998). Il 3 marzo, media tedeschi hanno riportato che la Cdu aveva intenzione di farlo già lunedì 10 marzo. Ipotesi poi smentita dallo stesso Merz. I vertici della Spd non nascondono irritazione per le continue fughe in avanti a mezzo stampa.

Il pacchetto potrebbe essere ampliato, con un fondo per le infrastrutture da affiancare a un nuovo fondo per la difesa, in sostituzione di quello da 100 miliardi in scadenza entro il 2027. Una volta esaurito, mancheranno circa 28 miliardi per raggiungere l’obiettivo del 2% della Nato, già nel 2028.

Il freno al debito

Solo per il fondo per la difesa, circolano ipotesi di almeno 200 miliardi. Matthias Miersch, il segretario generale della Spd, ha detto che il suo partito vuole una spinta ampia sugli investimenti, includendo appunto le infrastrutture. Secondo stime di autorevoli economisti, potrebbero servire 300-400 miliardi per la difesa e fino a 500 per le infrastrutture. Molti analisti pensano che il target Nato (spesa per la difesa al 2% del Pil), che la Germania oggi rispetta grazie al fondo speciale, dovrà essere alzato al 3,5%. Berlino dovrebbe allora stanziare circa 150 miliardi all’anno, quasi tre volte superiore all’attuale dotazione di bilancio.

Sarebbe però tutto molto complicato, per non dire impossibile, con le restrizioni imposte dal tetto all’indebitamento strutturale dello 0,35% del Pil, previsto dalla Costituzione tedesca. Sommando anche altre esigenze, come l’aumento della spesa per pensioni e assistenza alla persona, in una popolazione che invecchia, si parla di un aggiustamento delle finanze pubbliche pari al 4-5% del Pil in pochi anni, il più grande nella storia della Germania del dopoguerra, con l’eccezione della riunificazione, secondo recenti stime di Klaus Deutsch, capo economista della Federazione delle industrie tedesche (Bdi).

Merz, in conferenza stampa il 3 marzo, si è rifiutato di confermare ipotesi o di parlare di numeri, né si è sbilanciato sul percorso legislativo: «È tutto aperto», ha detto. I colloqui tra le delegazioni di Cdu-Csu ed Spd sono ripresi già lunedì 3 marzo.

Se la Spd e i Verdi sono sempre stati a favore della riforma del freno al debito, la Cdu è in linea generale contraria, ma apre a fondi speciali, mirati su obiettivi precisi e limitati nel tempo (e sono in molti a non vedere una differenza sostanziale). Die Linke è stata sempre contraria al freno al debito, quanto lo è alla spesa in armi. Afd è schierata sulla difesa del freno al debito. La Spd, poi, non accetterebbe mai di sommare i suoi voti a quelli di Alternative für Deutschland: sarebbe il tradimento della diga contro l’ultradestra.

Conti a rischio buco

Secondo Handelsblatt, i colloqui tra le delegazioni della Cdu e della Spd avrebbero evidenziato che, rispetto alla programmazione finanziaria 2025-2028, potrebbero mancare 130-150 miliardi di euro (compresi i 28 per l’esercito). Solo per il bilancio 2025, il gap stimato sarebbe di 30 miliardi. Altri 26 mancherebbero nel complesso per il 2026 e 2027, che salgono a 39 miliardi nel 2028, quando appunto ci sarà da rifinanziare la spesa per la difesa. Sono ipotesi che non necessariamente si verificheranno, ma sommate a spese sociali più elevate e a minori entrate fiscali, potrebbero portare il gap fino a 150 miliardi.

Alla Casa Bianca scontro deliberato

Merz ha anche commentato lo scontro tra il presidente Usa Donald Trump, il suo vice JD Vance e il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, a favore di telecamere mondiali, nello Studio ovale della Casa Bianca. «Secondo me - ha dichiarato Merz - non si è trattato di una reazione spontanea alle interruzioni di Zelensky, ma ovviamente di una escalation deliberata».

Merz ha immediatamente offerto solidarietà a Zelensky e ha già diverse volte criticato il nuovo corso dell’Amministrazione Usa. Ha aggiunto che aspetterà la nascita del Governo prima di pensare a una visita a Washington.

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