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Balzo di Mfe, conti nelle attese ma accelera la pubblicità nel IV trimestre

In Italia la raccolta pubblicitaria ad ottobre sale dell'8% annuo

di Andrea Fontana

La torre dei ripetitori Mediaset nella sede del gruppo a Cologno Monzese, 4 settembre 2019. ANSA / MATTEO BAZZI

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(Il Sole 24 Ore Radiocor) -Le azioni Mfe-Mediaforeurope salgono nettamente in Borsa dopo i conti trimestrali che hanno evidenziato una profittabilità superiore alle previsioni grazie a un controllo dei costi migliore del previsto mentre sono in miglioramento le prospettive della raccolta pubblicitaria, in particolare in Italia. I titoli di Mfe A sono ben intonati (oltre 400mila pezzi scambiati), come pure quelli Mfe B (380mila azioni trattate).

Calo dell'utile ma batte comunque il consensus

Nel periodo gennaio-settembre i ricavi netti hanno registrato un lieve calo (-2% a 1,86 miliardi di euro) ma i costi operativi sono scesi in parallelo (-2,1%). L'utile netto di 71 milioni, pur scendendo di quasi il 10%, ha battuto il consensus (56 milioni) e il risultato operativo di 98,3 milioni è rimasto stabile sul 2022 superando gli 81 milioni pronosticati dalle case di investimento. Oltre ai numeri giudicati "solidi" dai broker, sono le prospettive del quarto trimestre fornite dal management a dare supporto al titolo: a ottobre la raccolta pubblicitaria in Italia è cresciuta dell'8% annuo e novembre si sta per chiudere con una performance simile; a questo si aggiunge il fatto che il mese di dicembre 2022 era stato influenzato dalla presenza dei mondiali di calcio in Qatar, di cui il gruppo non aveva i diritti di trasmissione. In Italia la crescita della raccolta pubblicitaria per l'intero 2023 potrebbe attestarsi tra l'1% e l'1,5%.

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Analisti positivi: IV trimestre meglio delle attese

Il quarto trimestre migliore delle previsioni, sottolineano da Citi, può portare a un miglioramento delle stime sugli utili per azione 2023 e anche JpMorgan vede margini per un ulteriore aggiustamento. Per Intermonte c'è spazio per migliorare significativamente le previsioni che erano state fino a questo momento piuttosto conservative. L'outlook sulla pubblicità è positivo anche per il 2024 con una crescita tra lo 0,5% e l'1% che sembra credibile, secondo altre case. Più debole lo scenario in Spagna, data anche l'incertezza attuale del quadro politico, ma nel 2024, segnala Mediobanca Securities, il gruppo dovrebbe riuscire a mantenere le quote di mercato.Altro fattore positivo è rappresentato dai costi: l'integrazione tra Italia e Spagna, ha spiegato il cfo Marco Giordani, sta avvenendo in modo più rapido del previsto e questo ha portato il management a limare la stima dei costi 2023 (2,460 miliardi da 2,470) con la prospettiva di mantenere questo livello piatto nel prossimo esercizio.

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