Media

Mfe, l’utile sale a 251 milioni nel 2024

Ricavi in progresso del 5% a 2,95 miliardi: «Dati in controtendenza rispetto agli altri broadcaster europei»

di Andrea Biondi

MFE MEDIA FOR EUROPE MEDIAFOREUROPE MEDIASET TORRE

4' min read

4' min read

Mfe chiude il 2024 in crescita, «in controtendenza rispetto agli altri broadcaster europei, in un contesto generale ancora estremamente instabile» e senza aver potuto contare sui grandi eventi sportivi internazionali, come gli Europei di Calcio e le Olimpiadi di Parigi di cui non aveva i diritti sia in Italia sia in Spagna. Ed è una crescita, spiega il numero uno del gruppo Mediaset Pier Silvio Berlusconi, che si sostanzia in un contesto di sfida impari con «le big tech e i colossi dello streaming» che «godono di vantaggi che, alla lunga, penalizzeranno non solo il settore dei media, ma tutte le aziende nazionali ed europee».

I risultati consolidati preliminari mostrano ricavi in crescita del 5% a 2.949 milioni di euro, un risultato operativo “adjusted”, escludendo le poste non ricorrenti, pari a 370 milioni (reported + 18%) e un utile netto consolidato, escludendo nei due periodi il contributo economico generato dalla partecipazione detenuta nella tedesca Prosiebensat, pari a 251 milioni, in crescita del 15 per cento. La generazione di cassa, si legge in una nota, è stata estremamente elevata pari a 343 milioni di euro (+23%) che ha permesso una significativa riduzione dell’indebitamento finanziario netto consolidato sceso da 903 milioni a 692 milioni di euro il 31 dicembre 2024, nonostante la distribuzione di dividendi a tutti gli azionisti Mfe per 140 milioni di euro.

Loading...

Berlusconi: «Debito ai minimi da dieci anni»

«I dati preliminari parlano chiaro: i risultati del 2024 sono ottimi, in controtendenza rispetto a tutti gli altri broadcaster. Mfe cresce, investe e rafforza la sua leadership in Europa, nonostante una concorrenza che opera senza gli obblighi degli editori tradizionali», aggiunge l’ad del gruppo. «L’utile netto sale a 251 milioni, oltre il 60% in più rispetto alle stime di inizio 2024», sottolinea, e «il risultato operativo adjusted raggiunge i 370 milioni e la generazione di cassa si rafforza con un free cash flow in aumento del 23%. Il nostro indebitamento è ai minimi da dieci anni, un segnale chiaro della solidità del gruppo».

«In Italia abbiamo battuto il mercato» evidenza ancora Berlusconi, e «la nostra quota raggiunge per la prima volta il 40,9% in un settore iperconcorrenziale, superando i propri obiettivi con slancio. Un dato che conferma ancora di più l’evoluzione e la crescita del gruppo».

«Sfida europea, servono regole più giuste»

«Siamo pronti alla sfida europea, ma è arrivato il momento di regole più giuste per tutti. Le big tech e i colossi dello streaming godono di vantaggi che, alla lunga, penalizzeranno non solo il settore dei media, ma tutte le aziende nazionali ed europee». Da qui la richiesta del ceo di Mfe all’Europa di «agire per difendere il proprio mercato e garantire una concorrenza equa». Insomma un appello alle istituzioni affinché intervengano per riequilibrare il mercato: «Potere finanziario e poche regole, peraltro non rispettate, nel medio e lungo termine rischiano di indebolire l’intera economia, colpendo i livelli occupazionali e i salari dei lavoratori italiani ed europei». Una richiesta chiara per un’azione legislativa che permetta ai broadcaster tradizionali di competere ad armi pari con i giganti del web, tema che il gruppo di Cologno ha più volte posto all’attenzione.

Risultati oltre le aspettative

L’anno appena trascorso è stato molto positivo, dunque, su più fronti per Mfe. Alla crescita del 5% dei ricavi ha contribuito evidentemente la performance sul versante pubblicitario con il gruppo Mediaset che in Italia ha messo agli atti una quota di mercato pubblicitario del 40,9%: un record storico che rafforza il peso di MFE nel settore.

Il trend positivo è stato alimentato da un aumento del 4,7% della raccolta pubblicitaria tra Italia e Spagna, un risultato superiore alle previsioni e in controtendenza rispetto agli altri player europei. A contribuire in modo decisivo sono stati i diversi canali del portafoglio crossmediale del gruppo, che spaziano dalla Tv tradizionale alle piattaforme digitali, passando per radio e digital out of home.

Un 2025 di sfide e opportunità

Le prospettive per il 2025 sembrano nel frattempo promettenti. I primi dati del nuovo anno indicano un’ulteriore crescita della raccolta pubblicitaria, con un incremento dell’1% nel mese di gennaio. Tuttavia, le incertezze non mancano: l’assenza di grandi eventi sportivi, che nel 2024 hanno penalizzato Mfe rispetto alla concorrenza, potrebbe giocare a favore del gruppo, ma dall’altra parte la visibilità sul mercato pubblicitario resta limitata come per tutti i player del settore.

Uno dei punti di forza di Mfe resta la sua capacità di generare cassa: il free cash flow di 343 milioni di euro ha permesso di ridurre l’indebitamento finanziario netto ai minimi degli ultimi dieci anni, nonostante il pagamento di dividendi per 140 milioni di euro. Questo garantisce al gruppo un margine di manovra importante per eventuali investimenti futuri.

Il progetto internazionale e Prosiebensat

Un altro elemento chiave sarà la strategia di espansione europea. Mfe è da tempo al lavoro con l’intenzione, dichiarata, di rafforzare ulteriormente la propria presenza oltre i confini di Italia e Spagna. Il dossier Prosiebensat è arrivato inevitabilmente a un punto cruciale, a sette anni dall’acquisto delle prime quote e con una Mfe ora alle soglie dell’Opa con il suo 29,99% di partecipazione nel capitale e 30,8% di diritti di voto. La controllata bavarese diffonderà i propri risultati 2024 il 6 marzo, ma da tempo si rincorrono voci di un possibile affondo del gruppo di Cologno, soprattutto dopo che a dicembre è stato chiuso l’accordo con un pool di banche per un finanziamento da 3,4 miliardi. Come riportato sul Sole 24 Ore del 25 febbraio, con le elezioni tedesche ormai alle spalle, le bocce dovrebbero comunque rimanere ferme almeno fino al cda Mediaset del 16 aprile che bollinerà i dati definitivi sul 2024.

Copyright reserved ©
Loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti