Microsoft, tripla sfida: intelligenza artificiale, cloud e videogiochi
La nuvola informatica motore essenziale per la redditività aziendale.Da inizio anno titolo in aumento del 54%: il rapporto tra prezzo e utili è elevato
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Un numero dice nulla. Più numeri nel corso degli esercizi finanziari, invece, offrono alcune suggestioni. In particolare sulle strategie aziendali. Così è anche per Microsoft Corp. In tal senso la Lettera al risparmiatore ha analizzato, riguardo agli ultimi 6 esercizi (la società chiude l’anno fiscale a Giugno), le dinamiche delle sue divisioni operative.
L’oggetto sociale
Queste sono: Productivity and Business process, Intelligent cloud e More personal computing. La prima comprende molteplici fonti di ricavo: dagli abbonamenti per la suite Office 365 a Teams fino al mondo di Linkedin e dei software aziendali gestionali (ad esempio il Customer relationship management). Appannaggio della seconda area, invece, è il business del cloud computing, con la divisione Azure quale protagonista. Al terzo segmento, infine, possono ricondursi: il sistema operativo Window (spesso pre installato nei pc); vari devices; il settore dei videogiochi e quello del motore di ricerca (Bing) e delle news.
Ebbene: in generale, negli ultimi sei esercizi, i ricavi e l’utile operativo del gruppo, sono saliti. Il fatturato era 110,36 miliardi di dollari nel 2017-18 e, nel 2022-23, si è assestato a quota 211,915 miliardi. L’operating income, dal canto suo, è passato da 35,085 miliardi (2017-18) a 88,523 miliardi nello scorso anno fiscale. Più nel dettaglio, poi, tutte e tre le divisioni sono cresciute, sia nel giro d’affari che nella redditività. Differente, invece, il passo di marcia delle aree in oggetto. In primis il cloud computing ha accelerato. La sua contribuzione ai ricavi era circa il 29,2% nel 2017-18 e, progressivamente, è salita fino al 41,5% (30/6/2023). La stessa redditività della nuvola informatica ha aumentato d’importanza. Valeva intorno al 32,8% dell’operating income sei esercizi fa e, nell’ultimo anno fiscale, ha generato oltre il 42,7% dell’utile operativo del gruppo. Si tratta di un incremento di circa 100 punti base che mostra come il cloud computing sia diventato un motore imprescindibile della profittabilità dell’azienda di Redmond. Differente, invece, la situazione nella divisione More personal computing. Qui il peso della contribuzione sia al giro d’affari che alla redditività aziendali è andata scemando. Nel 2017-18 l’area in oggetto valeva intorno al 38,3% del fatturato mentre, attualmente, incide per circa il 25,8% (24,18% nel primo quarter del 2023-24). Il peso sull’Operating income, seppure in ripresa nel periodo tra inizio Luglio e fine Settembre 2023, è calato al 18,6% (era oltre il 30,2% nell’anno fiscale 2017-18).
Da Window a Bing
Più, o meno, stabile infine il mondo di Productivity and Business Processes. In questo caso, da una parte, l’incidenza sul giro d’affari complessivo è rimasta praticamente la medesima (circa il 32%); e, dall’altra, il peso sulla profittabilità operativa è salito dal 36,9 (2017-18) al 38,6% (2022-23).
Insomma: i numeri segnalano, da un lato, la volata del cloud; e, dall’altro, la minore rilevanza, in termini relativi su ricavi ed Ebit aziendali, del More personal computing. Certo: i dati, come per tutte le altre divisioni, sono reported. Quindi eventi, od operazioni, straordinari alterano il valore segnaletico delle singole percentuali (basta pensare, prospetticamente, all’acquisizione di Activision Blizzard nei videogiochi). Inoltre: alcune aree comprendono attività molto diverse. Quindi, all’interno delle medesime, alcuni segmenti possono muoversi in controtendenza rispetto alla stessa complessiva divisione. E, tuttavia, simili considerazioni non cambiano la validità degli andamenti di fondo.



