Mid market, solo il 4,2% delle aziende non ha manger donna
Il rapporto annuale Women in Business 2025 realizzato dal network di consulenza in Grant Thornton, intervistando 3.748 top manager di aziende
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Solo il 4,2% delle aziende italiane di medie dimensioni non annovera donne nei ruoli manageriali. Erano l’8,6% nel 2024. Un dimezzamento che, seppur positivo, porta con sé una disparità ancora evidente: le donne che in Italia ricoprono posizioni di leadership sono, infatti, solo il 35,7% (in linea con l’andamento dell’Eurozona del 35% e con la media globale del 34%).
La fotografia è scattata dal rapporto annuale Women in Business 2025 realizzato dal network di consulenza internazionale Grant Thornton, intervistando 3.748 top manager di aziende del mid-market di tutto il mondo, di cui 95 in Italia.
La spinta esterna
Secondo quanto rilevato dalla società, a spingere una maggiore presenza femminile nella managerialità delle medie imprese italiane sono state soprattutto le sollecitazioni arrivate dai potenziali nuovi clienti (23,2%) e dal mondo del credito (21,1%).
Paradossalmente, quindi, a oggi l’avanzare delle donne manager non si deve a una spinta dal basso, ovvero da quante attendono di sfondare (finalmente) il soffitto di cristallo, ma da dinamiche esterne, come il mercato e i finanziatori. Una tendenza che si ritrova anche nel resto del mondo: il 77,6% delle imprese del mid-market, infatti, ha affermato di aver ricevuto esplicite richieste esterne a dimostrare il proprio impegno nella diversità di genere. Di conseguenza, il 56,3% ha effettivamente aumentato la presenza femminile nei ruoli dirigenziali. Resta da capire perché il restante 21,3% non ha agito in questa direzione.
Secondo Simonetta La Grutta, responsabile DE&I di Bernoni Grant Thornton, la crescente pressione da parte degli stakeholder, in primis investitori e clienti, sulla diversità di genere è un fattore molto positivo: «dimostra che l’inclusione non è solo una questione etica, ma è anche un elemento strategico per il successo aziendale. Infatti, le imprese che adottano politiche concrete per la parità di genere non solo attraggono maggiori investimenti, ma beneficiano anche di una leadership diversificata che favorisce innovazione e competitività nel lungo termine» - assicura.


