Migranti, il 40% ospitato nei centri Sai arriva da paesi “sicuri”
In forte crescita nel 2023 le presenze nei centri di accoglienza straordinaria per minori stranieri non accompagnati (Msna): +63,9%, pari a 1.773 minori (il 26% di quelli accolti complessivamente).
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“Non sono rilevati a livello centrale”. Così risponde il ministero dell’interno alle richieste di rilascio dei dati su Minori Stranieri non accompagnati, così come non fornisce - perché non li ha - i dati sui centri straordinari temporanei nati nel 2023 sotto il Governo Meloni e di cui non si conosce nulla. Il Sistema di accoglienza italiano è sempre più impenetrabile e caotico, nonostante la continua produzione di decreti e modifiche alla legislazione degli ultimi due anni. È la fotografia che ActionAid e Openpolis fanno dei centri di accoglienza straordinaria, governativi e dei centri a gestione degli enti locali con il report “Accoglienza al collasso. Centri d’Italia 2024”. Analisi e piattaforma online che vuole fare luce su quanto accade alle persone richiedenti asilo e rifugiate in Italia, centro per centro, a partire dai dati ottenuti con richieste di accessi agli atti al Viminale.
Vulnerabili e Paesi sicuri
Chi è accolto nei centri Sai (Sistema accoglienza integrazione in capo agli enti locali)? Nel 2023 è stata introdotta la possibilità di trattenere i richiedenti asilo in ingresso con procedure accelerate in frontiera, come si tenta di realizzare anche nei centri extraterritoriali in Albania. La maggior parte delle richieste di asilo di persone provenienti da paesi considerati “sicuri” (individuati con il Decreto-legge 158/2024) viene respinta, ma non è sempre così e non sono casi isolati. A fine 2023 nel Sai erano ospitate ben 12.169 persone provenienti da questi paesi, il 39,3% del totale. Non si tratta quindi di territori sicuri, non ovunque e non per tutti. Poiché le procedure accelerate non sono applicabili a minori e persone con vulnerabilità (tra le quali le donne, dopo il decreto 133/2023), ActionAid e Openpolis stimano che siano accolti nel Sai circa 5.400 uomini adulti provenienti da paesi considerati sicuri.
Nessuna certezza per i minori stranieri soli
Le presenze nei centri di accoglienza straordinaria per minori stranieri non accompagnati (Msna) nel 2023 crescono del 63,9%: 1.773 minori (il 26% di quelli accolti complessivamente), una cifra impressionante, a maggior ragione se si considera che nel 2020 il dato riguardava appena 48 minori (l’1,5% degli accolti). Una cifra che non accenna a diminuire: nel 2023 erano 77 i bandi per i Cas minori, sono stati 48 (di cui 17 senza gara pubblica) nei primi 8 mesi del 2024. Inoltre, sono stati 740 i minori sopra i 16 anni inseriti in centri per adulti nel 2023: 532 in Cas e 208 nei centri governativi di prima accoglienza di Brindisi, Crotone e Treviso.
A fine agosto del 2024 erano 284 i minori soli ancora accolti in strutture governative che ospitano adulti. Nei SAI però, tra gennaio e agosto del 2024, i posti per minori non accompagnati lasciati liberi sono stati in media 144.
“La situazione dei minori soli è allarmante e molto preoccupante l’atteggiamento del ministero dell’Interno. Nessun ascolto, nessun rispetto. Del superiore interesse del minore, delle convenzioni internazionali, delle preoccupazioni della Garante per l’Infanzia e del Ministero del Lavoro, così come dell’osservatorio sull’attuazione degli atti normativi del Senato, solo infine della società civile. Il Viminale aggira una sua specifica responsabilità e nei fatti non garantisce il diritto all’accoglienza dignitosa, neanche per i minori, oltre a rendere impossibile valutare l’impatto dei cambiamenti normativi su giovani adolescenti.” dichiara Fabrizio Coresi, esperto Migrazioni ActionAid.

