L’Iran rischia di diventare l’Alcatraz di Trump
di Giuliano Noci
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Mentre al largo della Libia si consuma un nuovo naufragio, dentro governo e maggioranza prosegue il confronto, in particolare sul nodo dell’eliminazione della protezione speciale per i vincoli familiari del richiedente asilo. La soluzione, fortemente voluta dalla Lega, è stata inserita all’ultimo momento nel decreto approvato dall’esecutivo dopo la tragedia di Steccato di Cutro. Allo stato attuale l’esecutivo non ha intenzione di intervenire, ma dovrebbe lasciare la parola al parlamento, nell’ambito del processo di conversione parlamentare del provvedimento. Una partita che si potrebbe aprire mercoledì 15 marzo, quando il provvedimento sarà assegnato alla Commissione Affari costituzionali del Senato. Fratelli d’Italia e Lega sarebbero orientati a rimettere mano alla norma.
Un braccio di ferro quello sui permessi di soggiorno tutto interno al governo, che si sviluppa in giorni caratterizzati da un forte incremento degli sbarchi, e conseguente impatto sul sistema di accoglienza. Sono 250 i migranti già trasferiti al porto di Lampedusa dall’hotspot di contrada Imbriacola che allo stato attuale ospita circa 2.400 persone. Sono tre le rotte utilizzate per raggiungere le coste italiane: dalla Turchia, dalla Libia e dalla Tunisia. Giovedì 9 marzo sono sbarcate in Italia 1.869 persone. Stando all’ultima rilevazione, nel solo mese di marzo gli arrivi sono stati 3.165. Lo scenario che si delinea è quello di un’ulteriore crescita dei flussi con la primavera e l’estate.
L’esecutivo monitora la situazione. Questa mattina a Palazzo Chigi, a quanto si apprende, si è tenuta una riunione sul tema migranti fra la premier Giorgia Meloni, il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, quello della Difesa Guido Crosetto e i vertici dei Servizi segreti. Alla riunione, a quanto si è saputo in un secondo momento, hanno partecipato in collegamento anche il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, e quello delle Infrastrutture, Matteo Salvini.
“Mi sembra che ormai si possa affermare che l’aumento esponenziale del fenomeno migratorio che parte dalle coste africane sia anche, in misura non indifferente, parte di una strategia chiara di guerra ibrida che la divisione Wagner, mercenari al soldo della Russia, sta attuando, utilizzando il suo peso rilevante in alcuni paesi Africani” afferma il ministro della Difesa, Guido Crosetto.
Yevgeny Prigozhin, capo del gruppo Wagner, risponde con un audio su Telegram al ministro della Difesa italiano, Guido Crosetto, con un pesante insulto (utilizzando il termine russo “mudak”) e attacca: «Non abbiamo idea di cosa stia accadendo in merito alla crisi dei migranti, ma noi non ce ne occupiamo»