Milan, RedBird cerca capitali. Investcorp riscende in campo
Il fondatore Cardinale incontra investitori tra New York e il Golfo Persico. Il fondo del Bahrein valuta il dossier per iniettare risorse con il braccio di Abu Dhabi
di Carlo Festa
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I punti chiave
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È una situazione in evoluzione quella che vivendo il Milan sul versante della compagine azionaria, che resta ben salda in mano a RedBird e al suo fondatore Gerry Cardinale, ma che vede lo stesso ex banchiere statunitense di Goldman Sachs impegnato in questo ultimo mese a sondare con maggior decisione potenziali investitori, sia americani sia soprattutto dell’area del Golfo Persico, interessati ad iniettare equity (cioè capitali propri) a monte del club rossonero, cioè nei veicoli di controllo.
E, tra i potenziali interessati, rispunta un nome noto della recente storia milanista, cioè Investcorp, il fondo del Bahrein che già è stato ufficialmente interessato al club rossonero ai tempi dell’acquisizione di RedBird e che un anno fa ha esaminato anche il dossier dell’Inter, tranne poi non fare nulla anche per la volontà del presidente nerazzurro Steven Zhang di tentare la strada del rifinanziamento.
I colloqui
Dal quartier generale in Bahrein di Investcorp, contattato dal Sole 24 Ore, arriva un «no comment» sul rinnovato interesse per il Milan, ma secondo diverse fonti ci sarebbero stati colloqui (probabilmente a New York con l’intermediazione di alcuni manager americani) tra esponenti di RedBird e alcuni manager di Investcorp, che sul dossier sarebbe attiva tramite la propria branch con quartier generale a Abu Dhabi, cioè Investcorp Capital, società da poco quotatasi sull’Abu Dhabi Securities Exchange.
Il piano
L’obiettivo sarebbe, appunto, quello di fornire capitali aggiuntivi da iniettare al vertice della catena di controllo milanista a fianco di quelli già versati da altri sottoscrittori del fondo costituito da RedBird. Investcorp non sarebbe stato comunque l’unico soggetto finanziario a mostrare interesse, anche se il gruppo attivo tra Bahrein ed Abu Dhabi ha già da alcuni anni allargato il suo campo di attività allo sport: ma nel calcio fino ad oggi non è ancora riuscito ad investire, a differenza di altri grandi fondi del Golfo Persico. Il saudita Pif ha comprato il Newcastle, il Qatar già da tempo ha rilevato il Paris Saint Germain e Abu Dhabi è proprietario del Manchester City. Il Bahrein invece, al momento, non ha ancora investito sul calcio europeo.
Il nodo finanziario
Resta da capire come proseguiranno le discussioni e anche la possibile architettura dell’operazione. Cardinale non ha fretta né scadenze imminenti visto che le linee di debito di 600 milioni di euro (con interessi al 7%) fornite da Elliott, su una acquisizione del Milan del complessivo valore di 1,2 miliardi, ha ancora davanti a sé due anni prima di essere rimborsato.


