Caro energia, Milano razionalizza lo smart working. Le mosse nelle altre città
Atteso un provvedimento per rendere attuativa la decisione, con l’accordo dei sindacati. Da Trento a Palermo, anche altre città studiano soluzioni
di Sara Monaci
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Il caro energia accelera a Milano un processo già in corso: lo smart working di 8 giorni al mese già c’è, ed è condiviso da sindacati e Palazzo Marino, ma ora i dipendenti potrebbero mettersi d’accordo per assentarsi dall’edificio della Pa tutti insieme, il venerdì di ogni settimana, in modo da risparmiare gas e elettricità. Lo smart working dunque rimane come “eredità” della pandemia, ma oggi potrebbe essere sfruttato in modo più razionale.
Il dibattito è in corso. Probabilmente verrà preso la prossima settimana un provvedimento - che potrebbe essere una delibera di Giunta - per rendere attuativa da subito questa decisione. Lo strumento non è stato però ancora deciso. Non dovrebbero esserci intoppi, anche i sindacati sono favorevoli. Andrà tuttavia precisato se i venerdì di smart-working rientrano o meno nel pacchetto di giorni già definiti o se si aggiungono.
Palazzo Marino dunque sta prendendo provvedimento contro quella che si preannuncia come una stangata anche per le casse comunali, con i rincari della bolletta che potrebbero pesare per 60 milioni in più sulle casse del Comune.
La scelta dei venerdì a casa è stata annunciata dal sindaco Giuseppe Sala, che ha introdotto anche un altro punto su cui il capoluogo lombardo sta lavorando, ovvero le luminarie di Natale, che ci saranno (c’è già un bando in corso) ma che potrebbero essere spente prima. In generale a Milano sono i privati ad occuparsene, e non dovrebbero pesare troppo sul bilancio comunale.
Milano non è l’unica città a mobilitarsi. Da Nord a Sud i Comuni e gli enti locali pensano alle strategie per risparmiare energia che si aggiungono a quelle già prescritte dal governo. Anche i dipendenti della Regione Lazio continueranno a lavorare in smart working e negli uffici sarà comunque ridotta l’illuminazione, con chiusura anticipata di alcune strutture o di quegli uffici che non hanno contatti con il pubblico e che non forniscono servizi essenziali. C’è poi la diminuzione della temperatura del riscaldamento come già annunciato dal Governo con l’arrivo della stagione invernale. A Napoli invece il Comune per far fronte al caro bollette sta ipotizzando di ridurre l’illuminazione degli edifici comunali e di riorganizzarli.


