Milano fashion week, al via le sfilate uomo
Venti sfilate e decine di presentazioni per le collezioni per l’AI 25-26. Occhi puntati sui buyer stranieri, aumenta la presenza dei giovani talenti
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Un test lungo cinque giorni per capire da un lato le intenzioni dei compratori, italiani e internazionali. Ma anche per sondare cosa sta succedendo nelle aziende, con gli uffici stile e commerciali chiamati a dare una spinta alle collezioni e a valorizzarle in un mercato in cui i prezzi si sono spostati verso l’alto. Parte oggi con quattro sfilate (Pierre-Louis Mascia, Noskra, Pdf e Philippe Plein) e diversi tra eventi e presentazioni la settimana della moda uomo di Milano che, nel complesso, conta 68 appuntamenti in un arco di tempo che va dal 17 al 21 gennaio: 20 sfilate di cui 16 fisiche e quattro digitali, 38 presentazioni, tre presentazioni su appuntamento e sette eventi.
La manifestazione prende il testimone da Pitti Uomo 107 e segna l’inizio di un anno particolarmente sfidante per la moda e per il lusso: il fashion made in Italy nel suo complesso ha archiviato il 2024 con ricavi in calo del 5,3% e una flessione ben più massiccia nei volumi; la moda uomo ha chiuso con un -3,8% dei ricavi. In questo contesto che lo stesso Carlo Capasa, presidente della Camera nazionale della moda italiana, a dicembre aveva definito «sfidante» ha perso alcuni big che hanno deciso, per ragioni diverse - tra cui forse quelle di budget, che sono sempre più spostati su spettacolari show Resort e Cruise - di spostare tutto a febbraio con eventi co-ed, come Gucci ed Etro, e altri assenti come Versace e Salvatore Ferragamo.
I capisaldi della kermesse rimangono i marchi più blasonati e quelli storici del menswear e del tailoring italiano - Giorgio Armani, Prada, Tod’s, Dolce&Gabbana, Zegna, Kiton, Brioni, Canali, Corneliani, Brunello Cucinelli -, ai quali si affiancano però una serie di realtà più giovani e dinamiche: Federico Cina, romagnolo, che ha all’attivo un premio Who’s On Next? e ha conquistato mercati lontani con la sua Tortellino Bag (da donna); Magliano, stilista bolognese che nel 2023 ha ricevuto il premio Karl Lagerfeld (Lvmh Prize) e, con la sua moda ricca di messaggi, è considerato tra i talenti più dirompenti del momento. E, ancora, Simon Cracker - marchio fondato dagli italiani Filippo Biraghi e Simone Botte - e Mordecai, nato dalla creatività di Ludovico Bruno nel 2022. Sempre più giovani scelgono Milano come vetrina per presentare le proprie collezioni al pubblico internazionale che vede Milano, specialmente dopo il Covid, come una tappa imprescindibile dopo il Pitti di Firenze. Gli occhi sono puntati sui buyer: al netto dell’incoming frutto della collaborazione della Cnmi , e di Pitti prima, con Ice, bisognerà capire quali compratori - e con quali budget, soprattutto - sono arrivati e arriveranno a Milano per la campagna vendite per l’autunno inverno 2025/26.

