«Milano ha le carte per essere hub, non temiamo Hyperscaler, sono nostri clienti»
Parla Elisabetta Romano, ad di Sparkle (gruppo Telecom), illustrando le opportunità del settore per il sistema Paese nel contesto geopolitico attuale
di Simona Rossitto
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(Il Sole 24 Ore Radiocor ) - Il baricentro dei cavi sottomarini, infrastrutture dove passano il 99% del traffico delle comunicazioni internazionali e 10 miliardi di dollari di transazioni finanziarie ogni giorno, si sta spostando più a Sud. E questo rende l'Italia, che al momento non ha nessun hub internazionale, più centrale. In questo contesto, afferma Elisabetta Romano, ad di Sparkle, società del gruppo Telecom Italia, Milano «ha tutte le carte in regola» per diventare un hub a tutti gli effetti.
Sparkle, presente in 32 Paesi nel mondo, non è nemmeno spaventata dall'avanzata nel settore degli Hyperscaler che restano, dice Romano a DigitEconomy.24 (report del Sole 24 Ore Radiocor e della Luiss Business School), tra i migliori clienti. L'Asia e il Sud America sono tra le frontiere su cui punterà Sparkle che proprio quest'anno festeggia il centenario dalla fondazione di Italcable di cui è l'erede e oggi celebra il 25esimo anniversario di Seabone, la dorsale globale di transito Ip.
Quanto al rapporto con i competitor, il settore rappresenta la "coopetion": «il mondo delle tlc ha avuto sempre il difetto della chiusura, ritengo invece – chiosa l'ad - che l'apertura sia un aspetto fondamentale per la trasformazione dell'industria».
In quali aree concentrerete i vostri investimenti?
Oggi la maggior parte dei dati passa attraverso i cavi sottomarini e i volumi raddoppiano ogni due anni richiedendo nuove infrastrutture per soddisfare la domanda crescente di connettività. Questo significa che bisogna continuare a investire in nuove infrastrutture, soprattutto nelle aree a forte crescita come in Asia e in Europa dove l'infrastruttura esistente è quasi satura. Per questo stiamo continuando a investire in nuovi cavi, come il sistema di cavi sottomarini Blue & Raman che dall'India va verso l'Europa. Ma stiamo investendo anche in Sud America, in Europa e in Africa.


