L’impresa familiare

Mini Motor scommette nella logistica aziendale

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di Ilaria Vesentini

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«Mio padre Gianfranco ha sempre prediletto la qualità alla quantità e si è creato un nome sul mercato perché rappresentava la “Ferrari” dei motoriduttori. E ancora oggi, dopo 60 anni di attività (che festeggeremo nel 2025) e con tecnologie molto diverse, siamo leader nel nostro segmento perché pionieri nell’innovazione e imbattibili per l’affidabilità del prodotto e il design, pur restando una Pmi familiare di un centinaio di dipendenti e 20 milioni di euro di fatturato». Inizia così Andrea Franceschini, ad di Mini Motor - storico marchio della meccatronica reggiana di Bagnolo, nato nel 1965 con gli automatismi per tapparelle e infissi. E non nasconde le difficoltà nel portare avanti l’insegnamento paterno, a partire da un lungo e faticoso passaggio generazionale e da anni di trail&error prima di riuscire a traghettare l’azienda dal business del power transmission al motion control facendola diventare una “sartoria” di tecnologie 4.0 spinte alla nuova frontiera della transizione digitale 5.0.

«Abbiamo fatto il grande salto negli ultimi dieci anni, siamo stati tra i primi al mondo a cavalcare l’integrazione dell’elettronica ai motoriduttori, con brevetti mondiali. Oggi i nostri sistemi integrati di azionamento, che abbinano alimentazione e controllo wireless - veri e propri smart motor che si comandano dal cellulare - sono installati sulle macchine per il packaging ad alta velocità di tutti i più grandi costruttori al mondo, da Tetrapak a Ima, da Sacmi a Coesia a ProMach», racconta l’ad, che guida l’azienda assieme alla sorella Lorella, presidente.

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Tra motor valley e packaging valley, Mini Motor Spa vede oggi nell’intralogistica gli scenari di crescita più promettenti. «Una dozzina di anni fa il fatturato non arrivava a 6 milioni, oggi siamo a 20 e il piano strategico è toccare i 30 milioni in cinque anni – anticipa - per arrivare a 50 milioni in un decennio, perché abbiamo in casa tanta tecnologia, progetti e applicativi nuovi da sviluppare. Dove sono da azionare robot semoventi che lavorano a bassa tensione e a batteria i nostri prodotti non hanno concorrenti, anche grazie ad aggiornamenti continui e gratis del software che di volta in volta migliorano la stabilità».

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