Mirafiori, stop alla produzione del Maserati Levante. Scioperi spontanei in fabbrica
Per il secondo giorno gli operai si sono astenuti dal lavoro per protestare dopo le parole del ceo sul futuro incerto della fabbrica – De palma (Fiom): «Meloni convochi Tavares»
di Filomena Greco
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Scioperi spontanei, per il secondo giorno di fila, ai cancelli di Mirafiori. Resta alta la preoccupazione dopo le parole dell’amministratore delegato di Stellantis Carlos Tavares sul futuro a rischio per lo stabilimento di Torino e per Pomigliano. L’ultima comunicazione di Stellantis, dopo l’annuncio di sette settimane di fila di cassa integrazione per la linea di assemblaggio della Fiat 500 elettrica, è stata relativa al blocco della produzione del modello Maserati Levante.
Prodotte poco meno di 9mila vetture
I volumi del Tridente l’anno scorso sono crollati, fermandosi a poco meno di 9mila unità. I ritardi nel piano di sviluppo dei nuovi modelli e lo stop al primo suv della casa aggiungono ulteriore incertezza. «Delle 33 vetture Maserati prodotte ogni giorno a Mirafiori – fa sapere la Uilm di Torino – 25 sono Levante. La comunicazione fatta dall’azienda sullo stop alla produzione di questo modello porta quasi a zero la produzione del marchio Maserati a Mirafiori».
La protesta spontanea dei lavoratori è arrivata dopo l’assemblea organizzata dalla Fiom nello stabilimento, due giorni fa. Il segretario della Cgil Piemonte, Giorgio Airaudo, ha parlato di una situazione di incertezza assoluta per Mirafiori, senza modelli dopo il 2027, e ha ricordato che la cassa integrazione nello stabilimento torinese dura da 17 anni e che il numero di addetti del Polo – oltre alle Carrozzerie, gli Enti centrali e gli altri reparti – è passato da 20 a 12mila.
Il futuro di Mirafiori
Sul futuro di Mirafiori, Fim, Fiom e Uilm hanno lavorato in questi mesi ad una piattaforma comune per il rilancio di Mirafiori, che deve passare attraverso l’assegnazione di un secondo modello che possa irrobustire i volumi della 500 bev e garantire il futuro industriale del sito, puntando alle 200mila autovetture prodotte. Gli scioperi di questi giorni minano in realtà la tenuta dell’iniziativa, tanto che è in programma una riunione tra le segreterie provinciali e regionali per un chiarimento.
«La situazione di Mirafiori è ad un punto critico, come non si vedeva da qualche anno – conferma il segretario della Fim di Torino Rocco Cutrì – serve ribadire, anche al tavolo Stellantis del ministero, che Mirafiori deve restare centrale nella politica industriale del Gruppo in Italia».

