Mobile della Brianza, impennata di ordini nel settore della casa
Terminato il lockdown produttivo della scorsa primavera l'attività nelle fabbriche è ripartita a ritmi eccezionali spesso superiori a quelli dello scorso anno. Per i grandi progetti si attende il recupero
di Giovanna Mancini
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Accade spesso che i numeri delle statistiche non riescano a raccontare fino in fondo lo stato di salute dell’industria. Ma forse mai come nell’anno della pandemia i dati medi sulle vendite delle aziende sono sembrati scollati dalla realtà, perlomeno in alcuni settori produttivi.
Tra questi, quello dell’arredamento, che in Italia rappresenta una filiera da 27,5 miliardi di euro di fatturato (fonte Rapporto FederlegnoArredo, dati al 2019), con 14,5 miliardi di esportazioni e che proprio in Lombardia ha il suo territorio di eccellenza, primo a livello nazionale per valore della produzione (quasi 6 miliardi di euro), numero di imprese (5mila) e di addetti (32.500).
«Le aziende più grandi e strutturate, radicate sui mercati esteri con area manager in loco, fornite di strumenti e competenze digitali adeguati, hanno tenuto. Quelle piccole, meno organizzate o troppo sbilanciate sul mercato domestico, hanno invece sofferto», spiega Maria Porro, presidente di Assarredo, l’associazione che rappresenta le imprese del settore. Non solo: mentre tutti i prodotti di arredo e illuminazione destinati alla casa hanno registrato una vera e propria impennata di ordini e vendite a partire da giugno, proseguita nei mesi successivi sebbene a ritmi inferiori, il mondo del contract (le grandi forniture destinate a uffici, ristoranti, negozi, musei ecc) ha registrato una brusca frenata d’arresto.
Si spiegano così le previsioni negative di chiusura per il 2020, nonostante la maggior parte degli imprenditori assicuri che, terminato il lockdown produttivo della scorsa primavera, l’attività nelle fabbriche sia ripartita a ritmi eccezionali, spesso superiori a quelli del 2019, soprattutto sui mercati esteri. Lo conferma anche l’ultimo Monitor dei Distretti di Intesa Sanpaolo, che registra nel terzo trimestre del 2020 una ripresa delle esportazioni per i distretti italiani del mobile del 4,5% e dell’1% per quanto riguarda il distretto di Monza e Brianza, con un valore complessivo di di 535,5 milioni di euro esportati. Una crescita che non riesce tuttavia a compensare le perdite dei mesi precedenti, mantenendo così un pesante segno meno (-18,8%) nel periodo gennaio-settembre. Ma questi numeri non rendono giustizia all’impegno delle imprese per recuperare il tempo e il terreno perduto tra marzo e aprile e non fotografano una ripresa che, nei fatti, già c’è.
«Nei primi nove mesi del 2020 la provincia di Monza e Brianza è stata la terza in Italia per fatturato ed esportazioni di mobili e illuminazione, dopo Treviso e Pordenone, e si è confermata la prima per numero di imprese – dice ancora Maria Porro –. Il primo mercato di destinazione sono gli Stati Uniti, con il 12% del totale, seguiti da Francia e Germania». Cresce il peso della Cina, al quarto posto, che nel caso dei soli prodotti di arredo scavalca la Germania.



