Monopattini e mezzi elettrici, decidono i singoli Comuni
Il 4 giugno è stato firmato il Dm Infrastrutture che fissa le regole di circolazione per hoverboard, monowheel e segway . Che vietano, per esempio, la circolazione dei bambini
di Maurizio Caprino
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Non solo città: con l’estate, il boom di monopattini elettrici, hoverboard, monowheel, segway e simili si trasferisce nelle località di vacanza. Portando con sé il rischio di incidenti che l’aumento della circolazione di questi micromezzi inevitabilmente comporta. Con l’aggravante che, contrariamente al tran tran del traffico urbano quotidiano, si possono trovare in giro anche bambini (più o meno vigilati dai genitori) e gli spazi sono quasi sempre più angusti. Tutto questo non basta ancora: la vera notizia è che il boom dei micromezzi è avvenuto quando il loro utilizzo in spazi pubblici era vietato e che il divieto rimane tutt’oggi.
Nonostante la micromobilità elettrica sia da oltre un anno sulla bocca di politici e venditori e il 4 giugno sia stato firmato (con tanto di annunci) il decreto del ministro delle Infrastrutture 229/2018 che fissa le regole di circolazione aprendo una breccia nel divieto generalizzato finora imposto dal Codice della strada, quest’ultimo resta di fatto in vigore . Il Dm, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 12 luglio, sarà in vigore il 27 (sabato prossimo), ma ciò non basta ancora: la norma prevede la possibilità di circolare solo sui tratti individuati dagli enti proprietari della strade (quasi sempre i Comuni, nel caso della micromobilità elettrica), che devono poi anche contraddistinguerli con appositi segnali.
Finché non ci sarà la segnaletica non sarà legalmente possibile circolare. E non è detto che i Comuni la metteranno ovunque sia possibile: significherebbe prendersi almeno una parte di responsabilità per eventuali incidenti. Certo, sono possibili eccezioni: Milano, per esempio, nell’ambito sua strategia contro lo smog si è presa anche la responsabilità di far partire un noleggio in sharing prima ancora che la legge di Bilancio avviasse il percorso verso l’utilizzabilità dei micromezzi in spazi pubblici.
Aperture limitate
Quando ci saranno i segnali, diventerà chiaro che il via libera alla micromobilità elettrica previsto dal Dm è piuttosto limitato. Non tanto perché viene dato solo in via sperimentale (come stabilisce la legge di Bilancio 2019, che ha affidato al ministero il compito di fissare le regole di circolazione) ed esclusivamente nei centri abitati, quanto per il fatto che resterà sempre vietato usare i micromezzi dove molti hanno preso l’abitudine di usarli: sui marciapiedi (a menoche non si sia in un’area pedonale). E pure sulle carreggiate dove normalmente circolano gli altri veicoli a motore (a meno che ci sia un limite di velocità di 30 chilometri o ancora più basso).
